Vibonese, Orlandi chiede fiducia, ma manca un regista

L'analisi dopo la prima vittoria in campionato contro il Matera. Il tecnico invita la tifoseria alla prudenza nelle facili critiche. Serve trovare la quadra a centrocampo e in attacco

L'analisi dopo la prima vittoria in campionato contro il Matera. Il tecnico invita la tifoseria alla prudenza nelle facili critiche. Serve trovare la quadra a centrocampo e in attacco

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Dice bene mister Orlandi: si farebbe bene a dimenticare in fretta il campionato di Serie D. Perché serve coesione e un clima di fiducia verso una squadra che ha il giusto livello per centrare la salvezza con largo anticipo. Come dire: già è complicato calarsi in una serie C composta da squadre blasonate, alcune reduci dalla cadetteria o che hanno trascorsi in serie A, e con una rosa che fa i conti con elementi importanti ancora fuori gioco (Allegretti) o in ritardo di condizione (Cani, Bubas, Camilleri…), ci mancano solo le tensioni alimentate dai facili mugugni e dalle critiche a buon mercato. Il tecnico della grande cavalcata promozione, incassata la prima – pur sofferta – vittoria in campionato contro il Matera, un messaggio alla società, poi, tra le righe lo lancia: in mezzo serve un po’ più di qualità. Finora lui la pietra pomice l’ha spremuta più che poteva. Serve un elemento che dalle retrovie sia in grado di dare quel brio alla manovra che una mediana imperniata su giocatori che sono più incontristi abituati a sventagliare da una fascia all’altra che verticalizzatori. Il sospirato rientro di Allegretti (ci vorrà almeno un mese, senza considerare che ci vorrà molto più tempo per riaverlo al top) darà più soluzioni ad un reparto avanzato fin qui legnoso e abulico. Se ci sarà il problema dell’abbondanza (sempre che Cani dia sul campo le risposte attese da chi, sottolineandone la carriera, invita ad avere fiducia in lui), il mercato di riparazione potrebbe quindi ridursi alla necessità di scovare quel giocatore, il regista dall’inventiva, il metronomo, che assicuri il salto di qualità. Non il trequartista, perché tra Melillo e Taurino, e anche alla luce della filosofia tattica di Orlandi, questo è un problema che per la Vibonese non sussiste. Un solo elemento, dunque, senza rivoluzioni, segno anche questo – a conti fatti – che in estate il ds Lo Schiavo ha operato bene. E allora si guardi avanti, con serenità e fiducia: può essere un bel campionato per i rossoblu, ma ognuno faccia la sua parte. Tecnico, calciatori, società e pure tutti i settori di una tifoseria che deve tornare ad essere quella del Granillo di un paio di mesi addietro.

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