Da Mileto sino in Grecia per la leggendaria maratona di Atene

Due atleti della società sportiva “MiletoMarathon” hanno preso parte alla gara lungo un tracciato di 42 chilometri. La soddisfazione del patron Auddino

Due atleti della società sportiva “MiletoMarathon” hanno preso parte alla gara lungo un tracciato di 42 chilometri. La soddisfazione del patron Auddino

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Luisa Lamanna e Nicola Molè ad Atene
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Non si ferma alla “semplice” organizzazione della gara podistica internazionale “La Normanna” l’attività della “MiletoMarathon”, anzi. Nei giorni scorsi, infatti, atleti della società sportiva guidata dal poliedrico patron Salvatore Auddino sono addirittura sbarcati in terra ellenica, per partecipare alla leggendaria Maratona di Atene. Si tratta di Nicola Molè e di Luisa Lamanna, i quali, spinti dalla passione e dall’amore per questa disciplina sportiva, non ci hanno pensato due volte e, con tanto di armi, bagagli e familiari al seguito, hanno raggiunto in aereo la Grecia per cimentarsi con altri migliaia di podisti nella “madre” delle corse su strada. Intento dichiarato, riuscire a completare la gara. L’obiettivo è stato perfettamente centrato, visto che entrambi i corridori della MiletoMarathon sono riusciti nell’impresa di percorrere l’intera distanza degli oltre 42 chilometri del tracciato e di tagliare il traguardo posto ai piedi dell’Acropoli ateniese. Una soddisfazione enorme per il risultato raggiunto, che ha riempito d’orgoglio lo stesso presidente Auddino, il quale oggi si congratula e ringrazia i “suoi” atleti “per aver tenuto alto l’onore della società sportiva miletese anche in terra ellenica”. Rimane la medaglia appesa al collo da conservare come un cimelio per tutto il resto della vita, così come le suggestioni, il fascino e la magia di una manifestazione unica, impregnata di storia e di alti contenuti umani e sportivi. La gara greca si rifà all’impresa compiuta nel 400 a.c. da Filippide, il quale munito di armatura da Maratona si recò di corsa ad Atene per comunicare la sconfitta dei Persiani e la conseguente fine della guerra. Il soldato ateniese, subito dopo aver pronunciato le parole: “Salve! Vinciamo!” è spirato per lo sforzo. 

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