Tropea capitale italiana della cultura, presentato il dossier – Video

Al via la candidatura con la prima riunione del comitato promotore. Il presidente della Regione Jole Santelli: «Sarebbe un successo per tutta la Calabria»
Al via la candidatura con la prima riunione del comitato promotore. Il presidente della Regione Jole Santelli: «Sarebbe un successo per tutta la Calabria»
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Tropea è la candidata calabrese a Capitale italiana della cultura 2021 (#tropeacultura, questo l’hashtag che accompagna la corsa sin dallo start). Il percorso di candidatura è stato presentato a Tropea dal sindaco Giovanni Macrì. Contestualmente si è avuta la prima riunione del comitato promotore che avrà il compito di gestire le fasi del progetto, animato da un gruppo di lavoro diretto dall’esperta in marketing territoriale Luisa Caronte, coadiuvata tra gli altri da Pantaleone Mercurio. La presentazione dell’iniziativa, che impegnerà tutte le associazioni cittadine, gli enti, le istituzioni, ha attratto imprenditori e politici regionali e nazionali. Su tutti, Pippo Callipo e Gerardo Sacco. È emerso chiaramente come la ricchezza straordinaria della perla del Tirreno abbia acceso gli entusiasmi e le speranze di molti, moltissimi calabresi, consapevoli del fatto che l’ottenimento di tale eventuale status renderà finalmente giustizia alle tante preziosità storiche, paesaggistiche, antropologiche del borgo millenario.

Ad aprire i giochi, il sindaco Macrì, che già in passato aveva sottolineato che se «il mare è il packaging, se si ama veramente la città, bisogna valorizzare una volta per tutte l’immenso patrimonio che la rende unica anche tramite sfide come questa», ammettendo implicitamente l’unicità del suo comune, e forte delle sue tante nature, greco gotica e araba, medioevale e barocca, borbonica e illuminista, la dotta e la contadina, la marinara, e soprattutto, la nobile, che viaggia di pari passo con la trama arcaica delle tradizioni popolari. Insieme, fanno quell’unicum tanto amato, che inorgoglisce, emoziona, ed ha attratto nei decenni milioni di turisti. A volere fortemente la candidatura è stata l’amministrazione comunale, affidatasi all’esperienza di Luisa Caronte, esperta in politiche di martketing territoriale e turistico, oggi a capo del gruppo di lavoro che avrà il compito di redigere il dossier della candidatura. Era stata lei ad annunciare sui social nei giorni scorsi che #tropeacultura sarebbe arrivata alla Borsa Internazionale del Turismo 2020, da domenica 9 a martedì 11 febbraio, e che proprio nell’ambito della vetrina internazionale sarebbero stati veicolati progetto, partnership pubblico private e programmi. Gli stessi soggetti protagonisti della prima riunione di tutti i componenti del Comitato, alla quale è seguita la conferenza stampa.

«Possiamo contare su una serie favorevolissima di circostanze – ha ammesso il sindaco – per l’unicità della candidatura a livello regionale. Oggi Tropea rappresenta la Calabria tutta. Fattore, questo, che ha finito col radunare intorno alla nostra avventura un consenso altissimo. Penso che comunque vada a finire ka nostra corsa, sarà stato ed è già, ad oggi, un successo, per l’entusiasmo che ha suscitato tanto nei tropeani, che in tutti i calabresi». Accanto al sindaco, oltre alla Caronte, il presidente della Provincia Salvatore Solano, concorde nell’auspicare condivisione e sinergia, e Domenico Schiava, dirigente del dipartimento turismo della Regione Calabria («mettete al centro dell’operazione l’uomo, oltre ai luoghi», questo il suo suggerimento). In sala, Pino Citrigino, presidente Calabria Film Commission, ed il senatore Saverio Di Bella, che sottolineava come «lo stato debba premiare il coraggio dei piccoli borghi che si candidano sfidando città grandi e ricche». Tornando ai punti strategici del dossier, questi verteranno su innovazione, inclusione, sviluppo di nuova imprenditorialità e recupero di identità. «Sono felice del gruppo di lavoro che presiedo – ha concluso la Caronte -. Ho con me progettisti straordinari, paleontologi, architetti, archeologi, esperti di marketing territoriale. Sono certa che le possibilità ci sono, e sono importanti. ma solo credendoci tutti, riusciremo a fare di più e meglio degli altri». Intenzione comune, quella di gettare ponti tra Tropea ed il resto della regione, per un  progetto inclusivo che superi le maglie delle verifiche più severe. Infine, l’arrivederci alla prossima primavera, quando verrà resa nota la rosa delle città finali, e del mese di giugno, periodo in cui si avrà il responso finale della commissione, con l’individuazione della nuova capitale italiana della cultura 2021.

Non sono poi mancati i commenti all’iniziativa. Tra questi, il neo presidente della Regione Calabria Jole Santelli: «La “Perla del Tirreno”, col suo mare color smeraldo, le sue tradizioni, l’artigianato, la cucina e la sua posizione strategica nel Mediterraneo concorre a diventare il simbolo della cultura del nostro Paese. L’auspicio di tutti coloro che vogliono bene alla nostra regione è che questo progetto possa realizzarsi. A Tropea, al sindaco Giovanni Macrì, alla Calabria intera il mio sostegno. “Se vince Tropea vince la Calabria”, recita lo slogan scelto per la candidatura. Sono d’accordo. Perché questa deve diventare una sfida vinta e un’opportunità che si trasforma in ricchezza per la nostra terra e per la nostra gente».

Concorde anche l’imprenditore Pippo Callipo: «Da cittadino, prima ancora che da imprenditore ora impegnato in politica, darò il mio pieno e disinteressato contributo – ha affermato – affinché si raggiunga un risultato che è certamente alla portata della “perla del Tirreno”. È necessario che tutti gli attori istituzionali e sociali che ne hanno la possibilità, a partire dalla Regione per arrivare agli operatori economici e al mondo dell’associazionismo, facciano la propria parte. Se vince Tropea, con il suo inestimabile patrimonio culturale, vince la Calabria intera».