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Il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia sta eseguendo sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati scaturite da un’indagine sul fallimento di una società operante nel settore turistico.

La conferenza stampa di questa mattina
Cronaca

E’ in corso, tra Calabria ed Emilia Romagna, un’operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia che, in esecuzione di un’ordinanza del Gip del Tribunale di Vibo, sta eseguendo sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati per i reati di bancarotta fraudolenta e bancarotta documentale, scaturiti da un’indagine delegata dalla Procura di Vibo Valentia sul fallimento di una società operante nel settore della gestione di strutture turistico alberghiere nella Costa degli Dei.

Si tratta, nel dettaglio, del Blue Paradise, struttura ricettiva di proprietà del gruppo Comerci all'interno del quale si stanno eseguendo gli arresti. L’operazione, in particolare, ha portato all’arresto dell'amministratore del gruppo Nicola Comerci, 69 anni, del legale rappresentante, Soccorsa Morogallo, 65 anni; di Andrea e Domenico Comerci, figli della coppia, di Giovanni Romeo e Michele Parrello. Misura cautelare rigettata, invece, per Fabio Comerci, Francesco Comerci e Antonietta Comerci.

Nello stesso provvedimento il Gip ha disposto il sequestro di beni per un importo di oltre 3 milioni di euro a garanzia delle somme dovute all’erario dalla società fallita. Gli accertamenti della Guardia di Finanza sono iniziati quando, a seguito del fallimento nel 2013 della Inox Form Srl, la stessa aveva accumulato debiti con il fisco per 3.146.256,00 di euro.

Le indagini, rivelatesi particolarmente complesse a causa dell’occultamento delle scritture contabili e della necessità di ricostruire, in buona parte, indirettamente le operazioni economiche poste in essere dalla società fallita, hanno evidenziato che le cause del fallimento della Inox Form S.r.l. erano sostanzialmente da ricondurre ai rapporti contrattuali tra la fallita e la società Insieme S.r.L., avente come oggetto di attività la gestione di strutture turistico ricettive.

Nello specifico, è emerso che la ‘Inox Form’ (società intestata ad un soggetto ritenuto essere un prestanome ma nella effettiva disponibilità della famiglia che controlla anche la Insieme) nel 2011 e nel 2012, aveva stipulato con la citata ‘Insieme’ due distinti contratti per effetto dei quali, corrispondendo alla ‘Insieme srl’ un canone annuo, acquisiva la gestione del villaggio turistico Resort Baia di Tropea (già Blue Paradise).

Tali contratti, però, secondo l’ipotesi accusatoria, erano lungi dal rappresentare un affare economico per la ‘Inox Form’, che, secondo il disegno degli indagati, era ormai diventata una vera e propria “bad company”, irrimediabilmente destinata al dissesto ed al fallimento.

Dopo aver acquisito la “gestione” della struttura turistica la Inox Form, infatti, ha pagato alla ‘Insieme’ un canone annuo come da contratto, si è accollata gli oneri connessi alla gestione ed al personale, non ha provveduto al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti, non ha presentato, per alcune annualità d’imposta, alcuna dichiarazione dei redditi, aggravando sempre di più la propria esposizione debitoria verso il fisco.

Il quadro delineatosi a conclusione delle indagini ha indotto il giudice a ritenere, quindi, che il dissesto ed il successivo fallimento della Inox Form, siano stati intenzionalmente voluti e programmati dagli indagati, ed in particolare dagli amministratori occulti, al fine di creare un illecito vantaggio di natura economica e fiscale alle altre società riconducibili al gruppo familiare.

I militari della Guardia di Finanza hanno inoltre sottoposto a sequestro beni (quote societarie, compendi aziendali, immobili e beni mobili) per un importo corrispondente al debito erariale maturato dalla società fallita.

 

 

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