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Sentenza definitiva nei confronti di Rocco Tassone coinvolto dalla maxi operazione "Crimine". Confermata la condanna a 13 anni per associazione mafiosa

Cronaca

I Carabinieri della Stazione di Nardodipace, nella frazione di Cassari, hanno dato esecuzione ad un ordine carcerazione, emesso dalla Procura generale di Reggio Calabria, nei confronti di Rocco Tassone, 71 anni. La misura di carcerazione altro non è che il provvedimento finale, intervenuto a seguito delle condanne divenute definitive con il pronunciamento, la scorsa settimana, della Corte di Cassazione, al termine del processo scaturito dalla maxi operazione “Crimine” scattata nel luglio del 2010 e coordinata dalla Dda di Reggio Calabria.

Tassone, riconosciuto negli atti del procedimento quale capo del “locale” di ‘ndrangheta ed esponente apicale della “società” operante su quel territorio, era già detenuto agli arresti domiciliari dal 7 luglio 2016, sempre per i reati contestatigli nello stesso processo. Ieri il provvedimento definitivo, con il quale gli è stata confermata la condanna a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa, con l’aggiunta della libertà vigilata per 3 anni a pena espiata

Dopo le formalità di rito nella Compagnia Carabinieri di Serra San Bruno, è stato condotto nel carcere di Vibo Valentia, dove dovrà scontare i residui 6 anni e 1 mese di reclusione.

Rocco Tassone è il padre di Romolo Tassone, ex vicesindaco del Comune di Nardodipace il cui Consiglio per ben due volte è stato sciolto per associazione mafiosa. Anche attualmente il Comune è commissariato per mafia. Rocco Tassone è stato ritenuto a capo dell'omonimo clan di Cassari, strettamente collegato alla cosca Commisso di Siderno ed alla 'ndrangheta di Rosarno. 

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