Trecento tartarughe marine hanno raggiunto il mare dalle spiagge del Vibonese al termine della stagione di monitoraggio seguita dal circolo Legambiente di Ricadi. Le ultime schiuse sono avvenute sul litorale ricadese, dove erano stati individuati due nidi: uno a Formicoli, successivamente trasferito sulla spiaggia di Riaci perché il sito originario non era ritenuto idoneo, e l’altro a Tonicello.

Dai due nidi di Ricadi sono nate quasi cento tartarughe. Sommate alle oltre duecento dei nidi di Parghelia e Zambrone, portano il bilancio della stagione a circa trecento esemplari accompagnati in mare. Quattro, complessivamente, i nidi seguiti quest’anno dai volontari del circolo.

Per tutta l’estate oltre venti volontari hanno perlustrato quotidianamente le spiagge della costa vibonese, anche con l’impiego di droni. Alla ricerca e alla sorveglianza dei nidi hanno contribuito residenti, turisti, Comuni e operatori delle strutture vicine. Legambiente segnala in particolare la collaborazione del Villaggio Marco Polo, del Residence Girasole e del Villaggio Il Tramonto.

I piccoli soccorsi e il lavoro dei volontari

Non tutte le tartarughe sono riuscite a prendere il largo subito dopo la schiusa. Per alcuni esemplari in difficoltà sono intervenuti i veterinari dell’Asp di Vibo Valentia e il Centro recupero di Montepaone. Il circolo sottolinea inoltre il contributo della Guardia costiera e dei volontari in possesso dell’autorizzazione ministeriale necessaria per svolgere alcune attività di tutela.

Quella appena conclusa è la terza stagione di lavoro del circolo nell’ambito del progetto Turtalnest. Dal primo nido individuato nel 2024 si è arrivati ai quattro di quest’anno, mentre è cresciuto il numero delle persone coinvolte. A Ricadi, Tropea e Zambrone, già aderenti all’iniziativa «Comune amico delle tartarughe marine», si è aggiunta Parghelia.

Accanto al monitoraggio, Legambiente ha organizzato incontri di sensibilizzazione sulle spiagge. In alcune occasioni hanno partecipato anche i «Tartadog», i cani impiegati nella ricerca dei nidi. Il circolo punta ora ad ampliare la rete dei volontari e la collaborazione con gli stabilimenti balneari per proseguire la tutela nelle prossime stagioni.