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E’ stato ritenuto responsabile di aver ucciso nell’agosto del 2016 un agricoltore di 74 anni

Cronaca

Esclusione delle aggravanti della futilità dei motivi e della premeditazione nel delitto, concessione delle attenuanti generiche. La Corte d’Appello di Catanzaro (Petrini presidente, Cosentino), accogliendo le richieste della difesa rappresentata dall’avvocato Giovanni Vecchio, ha ridotto la pena da 16 a 12 anni di reclusione nei confronti di Cosma Damiano Sibio, 51 anni, accusato di aver ucciso il pomeriggio del 15 agosto dello scorso anno a San Calogero l’agricoltore Domenico Antonio Valenti, 74 anni. In primo grado l’imputato era stato condannato il 12 ottobre dello scorso anno dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Giovanna Taricco, al termine del giudizio con rito abbreviato che è valso uno sconto i pena pari ad un terzo. E’ stata quindi accolta anche in appello la tesi sostenuta dall’avvocato Giovanni Vecchio, che si è battuto per il riconoscimento dell’attenuante della provocazione nel fatto di sangue e per la concessione delle attenuanti generiche, atteso che Cosma Damiano Sibio si era subito consegnato ai carabinieri. Ad avviso della difesa, l’azione dell’imputato sarebbe stata una reazione alle ritenute ingiustizie patite nel tempo. La difesa ha poi sottolineato come Sibio, prima di mettersi alla ricerca del Valenti, si fosse recato dai carabinieri di San Calogero per sporgere una querela contro Valenti (in foto a sinistra), evenienza incompatibile con la premeditazione dell’omicidio. Nel giugno dello scorso anno il Tribunale del Riesame di Catanzaro, accogliendo un’istanza dell’avvocato Vecchio, aveva concesso  a Cosma Damiano Sibio (in foto a destra), gli arresti domiciliari. Decisione poi confermata anche dalla prima sezione penale della Cassazione. Cosma Damiano Sibio è stato ritenuto colpevole di aver sparato contro l’agricoltore, che si trovava a bordo della sua auto, con una pistola calibro 9×21. Raggiunto al torace e in altre parti del corpo, il 74enne è morto sul colpo. Alla base del delitto i rancori legati ai confini di alcuni terreni in località San Pietro di San Calogero. La parte civile era assistita dall'avvocato Barillari. 

 

 

Lacnews24.it
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