I capi d’imputazione contestati erano in totale 13. Prevale la linea difensiva e il Tribunale collegiale emette sentenza di proscioglimento
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Assoluzione per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste. E’ quanto deciso dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Tiziana Macrì, giudici a latere Valeria Bilotto e Alessandra Viale) per gli imputati Nicola Badolato, 49 anni, di Presinaci (frazione di Rombiolo) e per Antonio Badolato, 41 anni, anche lui di Presinaci. L’ufficio di Procura aveva chiesto la condanna a 3 anni per Nicola Badolato e l’assoluzione per Antonio Badolato. Il reato di atti persecutori aggravati contestato a Nicola Badolato è stato riqualificato dal Tribunale in esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed è stata quindi dichiarata l’improcedibilità per difetto di querela. Gli imputati – difesi dagli avvocati Guido Contestabile e Pietro Antonio Corsaro (per Nicola Badolato) e Francesco Schimio (per Antonio Badolato) – incassano quindi l’assoluzione da 13 capi d’imputazione complessivi.
Nicola Badolato era accusato di aver minacciato di morte un cittadino di Pernocari al fine di impedire alla persona offesa l’accesso ad un fondo agricolo, arrivando ad incendiargli l’autovettura. Contestati a Nicola Badolato anche il reato di danneggiamento per l’incendio di altre due vetture dei familiari della persona offesa (fatti avvenuti il 19 dicembre 2022 e il 18 settembre 2023), più altri plurimi danneggiamenti ai beni della persona offesa (fondi agricoli, alberi, strutture in legno). Contestato poi il reato di furto aggravato per la sottrazione di blocchi in cemento posti a delimitazione della strada interna ad un fondo agricolo, della barra di ferro che delimitava l’accesso ad un terreno, di una catena in ferro e di alcuni bidoni. Tra le contestazioni anche i reati di violenza privata ed estorsione (Nicola Badolato avrebbe preteso dalla persona offesa la restituzione di 3.600,00 euro, somma da lui consegnata a titolo di caparra per la fornitura di un arredamento su misura), mentre altra contestazione di danneggiamento interessava Antonio Badolato per la distruzione di una struttura in legno e della catena poste a delimitazione di un fondo agricolo. L’accusa non ha però retto al vaglio dei giudici del Tribunale di Vibo che hanno deciso l’assoluzione per non aver commesso il fatto nei confronti di Nicola Badolato e con la formula “perchè il fatto non sussiste” nei confronti di Antonio Badolato.

