Il giovane era stato raggiunto da un Daspo urbano, poi aggravato e portato a tre anni con obbligo di firma, ma ha continuato a violarlo. Il Tribunale di Catanzaro accoglie la proposta del questore: obbligo di soggiorno nel comune di residenza e restrizioni agli spostamenti
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Dopo essere stato coinvolto in una rissa in un locale del centro di Vibo Valentia, era stato raggiunto da un provvedimento che gli vietava di frequentare i luoghi della movida cittadina. Un divieto che, però, aveva violato più volte, anche dopo l'inasprimento delle prescrizioni imposte dalla Questura. Ora, per un 26enne vibonese è scattata la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, disposta dal Tribunale di Catanzaro su proposta del questore di Vibo Valentia.
Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, al termine dell'istruttoria condotta dalla Divisione Anticrimine della Questura. Il giovane era già finito all'attenzione delle forze dell'ordine per una rissa avvenuta in un locale del centro cittadino e per il porto abusivo di un coltello.
Il divieto di frequentare i locali e le ripetute violazioni
In seguito alla rissa, nei confronti del 26enne era stato disposto il Dacur, il divieto di accesso ai locali della movida, una misura di prevenzione finalizzata a contrastare episodi di violenza nelle aree maggiormente frequentate.
Il provvedimento, tuttavia, non era stato rispettato. Durante alcuni controlli, infatti, gli agenti della Squadra Volante avevano individuato il giovane proprio all'interno di locali pubblici ai quali gli era stato vietato l'accesso.
Per queste violazioni era scattata una denuncia. La normativa prevede, per l'inosservanza del Dacur, la reclusione fino a tre anni e una multa fino a 24mila euro. La Questura aveva inoltre deciso di aggravare la misura, estendendo a tre anni la durata del divieto e introducendo un'ulteriore prescrizione: l'obbligo di presentarsi negli uffici di Polizia per la firma.
Neppure questo inasprimento, però, era servito a fermare le violazioni. Il giovane aveva nuovamente disatteso le disposizioni, spingendo il questore a proporre al Tribunale l'applicazione di una misura di prevenzione più restrittiva.
Sorveglianza speciale: dovrà rientrare a casa entro le 21
Accogliendo la proposta della Questura, il Tribunale di Catanzaro ha riconosciuto la persistenza e l'attualità della pericolosità sociale del 26enne, disponendo la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.
Il decreto impone al giovane una serie di prescrizioni che limiteranno i suoi spostamenti e le sue frequentazioni. In particolare, dovrà rincasare ogni sera entro le 21 e non potrà uscire dalla propria abitazione prima delle 6 del mattino. Non potrà inoltre allontanarsi dalla propria dimora senza preavvisare l'autorità competente.
Tra gli altri obblighi figurano il divieto di partecipare a riunioni pubbliche e quello di frequentare abitualmente persone con precedenti di polizia.

