Dagli addetti ai lavori, ma non solo, è attesa come un’apparizione mistica: il Wind Surf, il veliero da crociera più grande del mondo, dovrebbe arrivare a Vibo Marina domani, giovedì 9 luglio, alle 8 di mattina. Ed è proprio quel condizionale, “dovrebbe”, a turbare sonno e veglia di chi ruota intorno a questo evento. Dalla certezza con cui la tappa vibonese è stata annunciata nel maggio scorso si è passati infatti alla mera ipotesi. A 24 ore di distanza dal programmato ingresso nel porto dei tender carichi di turisti, non c’è ancora certezza sul punto di attracco, a causa delle condizioni fatiscenti delle scalette in muratura della banchina Bengasi (quella commerciale, per intenderci, in corrispondenza dei serbatoi di Meridionale Petroli).

Il sopralluogo e le condizioni della banchina

L’agente turistico interlocutore della società armatrice, dopo un sopralluogo è rimasto sconcertato dalle condizioni in cui versa la banchina e, in particolare, gli scalini in cemento da cui dovrebbero sbarcare gli attempati e ricchi passeggeri della Wind Surf, che pagano fino a 5mila euro a settimana per viaggiare su una delle navi più belle del mondo: un veliero a cinque alberi, lungo 162 metri con una stazza di 15.000 tonnellate capace di accogliere, nelle sue lussuose 171 cabine, 350 passeggeri oltre a 210 membri dell’equipaggio. «È incredibile - dice chiedendo di mantenere l’anonimato -, non si possono far sbarcare i turisti tra macerie, cassonetti e calcinacci. Ci facciamo in quattro per promuovere questo territorio e poi questa è l’accoglienza che riserviamo a chi sceglie la Costa degli Dei? Sono in attesa di comunicazioni dalla nave e al momento non posso escludere che alla fine decidano di non sbarcare qui, perché le condizioni della banchina sono davvero fatiscenti».

Il rischio di perdere la tappa vibonese

La nave, attualmente impegnata in una crociera nel Mediterraneo, ha in programma due tappe a Vibo Marina, il 9 luglio e il 3 agosto, sostando in rada dalle 9 alle 22. La prima, dunque, domani, ma non è detto che il comandante, riscontrato un rischio per la sicurezza dei passeggeri, non decida di optare per il porto di Reggio Calabria. Sfumerebbe così non solo un’importante occasione di promozione territoriale, ma anche un’opportunità economica per tutto l’indotto economico che ruota intorno alla tappa vibonese della Wind Surf, dal trasporto in autobus per le escursioni lungo la Costa degli Dei, agli esercenti della ristorazione e del commercio che attendono i danarosi ospiti.

Wind Surf (ship, 1989)
Wind Surf (ship, 1989)

La soluzione mancata e lo sfogo degli ormeggiatori

A quanto si apprende, la nave avrebbe voluto attraccare direttamente in porto, alla banchina Fiume, nello stesso punto in cui ha ormeggiato nei giorni scorsi il maxi yacht da mezzo miliardo di dollari dell’ambasciatore Usa Tilman J. Fertitta. Soluzione tecnicamente possibile secondo Mino De Pinto, capogruppo ormeggiatori di Vibo Marina. «Invece di fare tante chiacchiere inutili sul porto - commenta con rabbia -, è in queste occasioni che bisognerebbe dimostrare di avere davvero a cuore lo scalo vibonese. Dov’è il Comune? Ma l’hanno capito che questi possono decidere di andare altrove? Farli attraccare alla banchina Bengasi, tra le gru e con le scalette in muratura sconnesse è assurdo. Nella migliore delle ipotesi la nave resterà in rada e i passeggeri verranno fatti sbarcare con i tender, ma anche in quel caso la banchina Bengasi non è adatta. Oppure, come è probabile che accada, il comandante deciderà di tirare dritto e fare rotta su Reggio Calabria. Non è possibile che a 24 ore dal suo arrivo la nave ancora non sappia dove i suoi tender possono attraccare in sicurezza. L’ambasciatore Fertitta accolto con lo champagne nel posto migliore e più in vista del porto, mentre centinaia di turisti paganti vengono respinti: non solo non possono sbarcare direttamente nello scalo portuale, ma rischiano di non scendere proprio a terra, almeno nel Vibonese. È un paradosso che non ha giustificazioni».