Ancora da individuare il giudice compatibile con la trattazione del processo a porte chiuse e che in caso di condanna prevede uno sconto di pena pari ad un terzo. Il fatto di sangue è avvenuto il 16 luglio scorso
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Opta per il rito abbreviato – che consente uno sconto di pena pari ad un terzo in caso di condanna – Riccardo Proto, 25 anni, residente a Firenze, il quale nel pomeriggio del 16 luglio scorso ha accoltellato Antonio Sergi a Nicotera all’interno della sua farmacia. Oltre allo sconto di pena in caso di condanna, il rito abbreviato prevede un processo a porte chiuse ed allo stato degli atti (senza quindi possibilità di escutere in aula nuovi testimoni). La richiesta per Riccardo Proto è stata avanzata dal suo legale di fiducia, l’avvocato Francesco Capria, dopo che nel gennaio scorso il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Francesca Loffredo, in accoglimento di una richiesta della Procura aveva deciso di mandare subito a processo Riccardo Proto con rito immediato – saltando così l’udienza preliminare – per evidenza della prova. Spetterà ora all’ufficio gip/gup del Tribunale di Vibo Valentia individuare un giudice compatibile alla trattazione del processo.
Le accuse
Tentato omicidio aggravato e porto illegale di due coltelli a serramanico, le accuse contestate a Riccardo Proto. In particolare, per motivi abietti e futili legati al rancore per l’acquisizione della farmacia di famiglia da parte di Antonio Sergi e a una contesa immobiliare, dopo essere partito dal luogo di residenza – la città di Firenze -, giunto a Nicotera e recatosi direttamente presso la farmacia “Medma” di Antonio Sergi e Cinzia Matarozzo, già munito di due coltelli a serramanico, Riccardo Proto è accusato di essersi introdotto con destrezza all’interno dei locali nel retro ove lavorava da solo Antonio Sergi e, sferrandogli repentinamente con un coltello in acciaio (lungo 16 centimetri) cinque fendenti che lo attingevano al cranio, al collo e alla schiena, ne provocava il ferimento. Le ferite multiple inferte al farmacista sono state giudicate guaribili in 21 giorni. L’omicidio non si consumava solo grazie all’intervento di due persone presenti in farmacia e per il pronto soccorso prestato alla vittima. Le plurime aggravanti contestate dalla Procura fanno riferimento alla premeditazione del fatto di sangue, ai motivi abietti e futili alla base del tentato omicidio e al ferimento avvenuto in luoghi tali da ostacolare la difesa. Contestato con altro capo di imputazione anche il porto abusivo di armi in relazione ai due coltelli a serramanico. Riccardo Proto dopo l’accoltellamento è stato trovato dai carabinieri all’interno di un bar vicino alla farmacia su corso Cavour, seduto su una sedia con le mani sulla nuca e quella destra bendata e insanguinata. Anche i pantaloncini e le scarpe erano sporchi di sangue. Riccardo Proto ha subito detto ai militari dell’Arma di essere l’autore dell’accoltellamento e che avrebbe collaborato al fine di consegnarsi alla giustizia. Un coltello è stato trovato nella tasca dei pantaloncini di Proto, un altro nella pattumiera del bar. Il giudice nel disporre il giudizio immediato, chiesto dal pm, aveva ritenuto la prova “evidente” per come emersa anche dall’interrogatorio dell’imputato reso al Gip in data 18 luglio 2025. Dal Tribunale, quindi, gli atti ritornano indietro al gip per procedere con un processo con rito abbreviato.

