Le parti hanno sottoscritto una convenzione di durata quinquennale che li impegna a collaborare in attività di ricerca, formazione e valorizzazione del sito
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Patto tra Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia e Centro Studi su Heritage e Territorio dell’Università europea di Roma, con al centro lo sviluppo congiunto di attività di ricerca, formazione e valorizzazione del patrimonio culturale del Parco archeologico di Mileto antica. L’importante intesa è stata suggellata nei giorni scorsi con la sottoscrizione di un’apposita convenzione di durata quinquennale. Il documento, nello specifico, impegna le parti a collaborare nell’ambito dell’attuazione di: progetti di ricerca storico-archeologica, con particolare attenzione allo studio del territorio e dei contesti conservati nel Parco; indagini non invasive, attività sul campo e scavi archeologici, volti ad ampliare la conoscenza delle evidenze materiali; iniziative scientifiche e culturali quali convegni, seminari, giornate di studio e pubblicazioni; accoglienza di studenti in tirocinio, con attività formative direttamente collegate ai programmi di studio universitari; sviluppo di progetti congiunti in ambito regionale, nazionale e internazionale.
La convenzione, così come viene sottolineato da parte del sito archeologico di Mileto antica diretto da Paolo Mighetto, «rafforza il ruolo del parco quale luogo della cultura, ai sensi del Decreto legislativo 42/2004, riconosciuto per il suo eccezionale valore archeologico, storico e paesaggistico, e consolida la missione del Centro Studi su Heritage e Territorio (CeSHeT) nell’ambito della ricerca interdisciplinare sul patrimonio euro-mediterraneo. Attraverso questo accordo - si aggiunge - la Soprintendenza Abap e l’Università europea di Roma confermano il loro impegno a promuovere una valorizzazione scientificamente fondata e sostenibile del sito, contribuendo a potenziare la tutela, la conoscenza e la fruizione pubblica di Mileto Antica, capitale normanna e luogo identitario della storia calabrese».
Il locale parco archeologico è l’unico di epoca medievale in Calabria. Esso ospita i resti della città elevata nell’XI secolo da Ruggero I d’Altavilla a capitale della propria contea, nell’ambito del processo di conquista e ritorno al rito latino portato a compimento nel meridione d’Italia con il fratello Roberto il Guiscardo. Dal 1995 è continua meta di studiosi e di campagne di scavo che ne stanno confermando l’assoluta rilevanza in ambito internazionale.

