Restituire alla comunità i risultati della ricerca archeologica e approfondire la conoscenza di uno dei siti più significativi della protostoria calabrese. È questo l’obiettivo dell’incontro promosso dal Comune di Drapia per fare il punto sulla campagna di scavi 2026 a Torre Galli, sul promontorio del Poro, dove le indagini continuano a far emergere testimonianze della vita delle comunità che abitarono il territorio tra l’età del Ferro e l’età arcaica.

L’iniziativa – in programma giovedì 15 ottobre, alle ore 17:00, al Castello Galluppi di Caria di Drapia – sarà un’occasione per illustrare il lavoro svolto sul campo, i metodi adottati e i reperti rinvenuti, mettendo in dialogo ricerca scientifica, istituzioni e cittadini. Dopo i saluti del sindaco Alessandro Porcelli, l’incontro sarà moderato dall’architetto Emilio Minasi. Relatore principale sarà il professor Marco Pacciarelli, direttore degli scavi e studioso della prima età del Ferro in Calabria.

Al confronto prenderanno parte anche Francesco Parrotta, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia, e Michele Mazza, archeologo del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. Interverranno inoltre Maria Teresa Iannelli, Vincenzo Calzona e Francesco Rombolà.

Tra i temi al centro dell’appuntamento ci saranno i risultati della campagna di ricerca 2026 e le testimonianze raccolte nel sito, ma anche l’esperienza degli studenti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, coinvolti nelle attività sul campo. Un percorso che unisce formazione, ricerca archeologica e conoscenza diretta del territorio, offrendo alle nuove generazioni l’opportunità di confrontarsi con il lavoro scientifico.

«Torre Galli non è soltanto un luogo di straordinaria importanza archeologica: è una parte profonda dell’identità di Drapia e dell’intero territorio del Poro», afferma il sindaco Alessandro Porcelli, sottolineando il valore culturale e identitario del sito.

«Con questo incontro vogliamo condividere con i cittadini il valore di una ricerca che restituisce voce alla nostra storia e, nello stesso tempo, costruisce conoscenza per le nuove generazioni», prosegue il primo cittadino. La tutela del patrimonio, aggiunge, «passa anche dalla partecipazione e dalla consapevolezza di una comunità».