La “Mandragola” di Niccolò Machiavelli arriva al Teatro Comunale di Vibo Valentia con una rilettura che punta a rinnovare l’ironia e la forza satirica di uno dei testi più celebri del teatro rinascimentale. Lo spettacolo, adattato e diretto da Nicasio Anzelmo, andrà in scena sabato 31 ottobre 2026 alle ore 18, nell’ambito della programmazione culturale cittadina.

Dopo aver raccolto consensi in diverse città italiane, la produzione del Centro teatrale meridionale, diretto da Domenico Pantano, propone una versione che intreccia comicità, grottesco e critica sociale. Pantano sarà anche protagonista sul palco, affiancato da Antonio Bandiera, Alessandro D’Ambrosi, Laura Garofoli, Nicola Giacalone, Alessandro Giova e Mimma Mercurio.

Una commedia ironica che denuncia la corruzione della società

Scritta nel 1518, la Mandragola mette in scena una società in cui l’interesse personale prevale sui principi morali e i rapporti familiari diventano terreno di inganno e manipolazione. «L’opera teatrale è una potente satira sulla corruttibilità della società italiana dell’epoca», si legge nella nota di presentazione, che richiama il contesto storico e religioso in cui nacque il testo: dalla vendita delle indulgenze alla contrapposizione avviata da Lutero, fino al potere mediceo di papa Leone e alla minaccia di un’invasione turca.

Sotto l’apparenza di una commedia brillante, Machiavelli costruisce una denuncia della «totale perdita di morale della società del tempo», sostiene la presentazione dello spettacolo. La vicenda mette in discussione i valori familiari e la morale pubblica, suscitando «un riso serio e quasi acre», capace di far riflettere e di criticare la politica papale, legando idealmente Roma e Firenze.

La nuova versione punta proprio su questa doppia lettura, comica e amara, attraverso personaggi dominati dall’egoismo e dalla ricerca del proprio tornaconto. In scena compaiono un frate corrotto, un cinico parassita e un triangolo amoroso nel quale un marito anziano, descritto come «stupido e presuntuoso», viene ingannato da un giovane e dalla moglie, tutt’altro che virtuosa.

La produzione e il cartellone cittadino

L’allestimento è presentato come una rilettura «grottesca, ironica, divertente», nella quale, come recita la nota, «ogni “mezzo giustifica il fine” da raggiungere». Lo spettacolo è un atto unico della durata di circa 100 minuti ed è indicato come adatto a tutte le età.

La cura scenica coinvolge diversi professionisti: le scene sono firmate da Giovanni Nardi, le musiche originali da Giovanni Zappalorto, i costumi da Susanna Proietti e i movimenti coreografici da Barbara Cacciato. L’organizzazione è affidata a Rossella Compatangelo.

L’appuntamento rientra nel cartellone «Il teatro della parola: cronache, identità e storie», organizzato dal Comune di Vibo Valentia e finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del festival «Calabria Teatri in città». L’iniziativa fa parte del Piano triennale dei teatri 2025-2027, che punta a rafforzare la presenza dello spettacolo dal vivo nei capoluoghi calabresi e a favorire la circolazione delle produzioni artistiche sul territorio.