Un autentico viaggio, emozionale e narrativo che ha ripercorso l’intera carriera della cantante, dagli esordi negli anni Cinquanta fino alle produzioni più recenti
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Un successo pieno: è questa la definizione che più si addice alla serata andata in scena venerdì al Teatro Cinema Moderno di Vibo Valentia, interamente dedicata a Ornella Vanoni e significativamente intitolata “ricetta di donna”. Un omaggio di rara eleganza e profondità culturale, ideato e promosso da Maria Teresa Marzano che, ancora una volta, ha saputo mettere a frutto una sensibilità acuta e lungimirante, dando vita a un evento di altissimo profilo artistico, così come già avvenuto lo scorso anno con il tributo a Pino Daniele. La conduzione, in questo caso è stata affidata a Giorgia Ballanti e Wolfango Tedeschi che hanno saputo narrare la serata con garbo, intimità e leggerezza.
La serata si è configurata come un articolato e coinvolgente percorso nella vita artistica e musicale di Ornella Vanoni, rievocata attraverso le interpretazioni di numerosi artisti che hanno ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, a partire dagli anni Cinquanta. Un itinerario musicale ampio e variegato, capace di attraversare generi diversi, dalla canzone d’autore alle raffinate suggestioni della bossa nova, restituendo tutta la complessità e la modernità della sua produzione.
Ad aprire lo spettacolo è stata l’esecuzione dello Shining Voices Gospel Choir, diretto da Floriana Mungari. Un incipit sospeso e impalpabile, capace di creare per alcuni istanti una dimensione quasi irreale, in cui la sala è parsa fluttuare tra il dato terreno e una dimensione universale, affidandosi esclusivamente alla potenza evocativa delle voci.
Di assoluto rilievo la presenza di Natalio Luis Mangalavite, musicista di straordinario spessore che ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Fabio Concato, e che per oltre vent’anni ha curato gli arrangiamenti di Ornella Vanoni. La sua partecipazione ha rappresentato un valore aggiunto imprescindibile: non solo per il contributo musicale, ma anche per la condivisione del palco con diversi interpreti e per le parole di profondo apprezzamento e affetto rivolte alla Vanoni.
Tra i momenti più intensi della serata, l’esibizione del duo formato da Rosa Martirano e Bruno Marrazzo. La voce limpida e avvolgente della Martirano ha saputo conferire un tono intimo e raccolto a brani come “L’appuntamento”, uno dei classici più rappresentativi del repertorio vanoniano, restituendone tutta la delicatezza emotiva.
È stato poi il turno di Emanuele Marsico, ormai presenza abituale e sempre attesa, che con una vocalità leggera, soul e al tempo stesso intensa ha interpretato con grande finezza “che cosa c’è”, il celebre brano scritto da Gino Paoli. Un’esecuzione resa ancor più suggestiva dall’apporto degli eccellenti musicisti che lo hanno accompagnato, Alessandro Marzano e Francesco Tino, capaci di valorizzare ogni sfumatura espressiva.
Non poteva mancare un riferimento alla musica popolare, affidato alla voce straordinaria di Carmen Floccari. L’artista ha interpretato magistralmente “Anema e core”, accompagnata, anche lei da due bravissimi musicisti, dando vita a un momento in cui la tradizione si è fatta necessità espressiva e autentica rivendicazione identitaria. Grande energia ha animato anche l’esibizione di Maria Vittoria Mungari e Alessandro Miriello, che hanno proposto, tra gli altri, il brano più recente di Ornella Vanoni, “un sorriso dentro al pianto” del 2021.
Un’interpretazione intensa e potente, capace di infondere un pathos forte e palpabile in tutta la sala. Tra le voci più poetiche della serata, quella di Chiara Tomaselli, profonda e di rara bellezza timbrica, che ha affrontato con grande sensibilità brani come “una ragione di più”, accompagnata da due musicisti di grande valore quali Daniele Dato e Francesco Geria.
Tra i grandi classici eseguiti, “domani è un altro giorno” ha trovato una lettura intensa e carica di emozione grazie alla voce potente di Floriana Mungari, accompagnata al pianoforte dal maestro Mangalavite. Un’esecuzione contraddistinta da una notevole profondità interpretativa e una forte emotività.
A chiudere lo spettacolo è stata la potenza carismatica di Karima, artista di grande statura che ha condiviso il palco con importanti protagonisti della musica internazionale. Al Moderno ha regalato un’interpretazione magistrale e di straordinaria intensità, non solo vocale ma anche “passionale”, di “senza fine”, uno dei brani più belli mai scritti, anche in questo caso firmato da Gino Paoli.
Lo spettacolo si è concluso in un clima di festa collettiva, con tutti gli artisti riuniti sul palco sulle note di “la voglia, la pazzia”, salutati da un applauso lungo e caloroso del pubblico. Un omaggio di altissimo livello che ha saputo celebrare, con eleganza e profondo rispetto, la carriera di una delle più grandi interpreti della musica italiana: Ornella Vanoni


