Il cimitero industriale di Vibo Marina, tra promesse tradite e rifiuti radioattivi

Le recenti vicende relative all’ex Cgr ripropongono il problema del recupero dei tanti siti industriali dismessi. Strutture fantasma che nel passato hanno avuto un ruolo economico importante e che ora sono presenze tristi, sinistre e pericolose
Le recenti vicende relative all’ex Cgr ripropongono il problema del recupero dei tanti siti industriali dismessi. Strutture fantasma che nel passato hanno avuto un ruolo economico importante e che ora sono presenze tristi, sinistre e pericolose
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L'ex Italcementi di Vibo Marina
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di Giuseppe Addesi

Il territorio che da Vibo Marina arriva fino a Porto Salvo è disseminato di cimiteri industriali, occupato, per una percentuale consistente, da insediamenti ormai dismessi che contribuiscono in maniera marcata a fornire un aspetto di degrado e di abbandono a una cittadina che potrebbe ancora giocare più di una carta in altri settori economici, come il turismo o i servizi. [Continua]

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Sinistre presenze

L’area più vasta è occupata dallo stabilimento Italcementi ma non mancano altri esempi, come quello dell’ex deposito di carburanti Basalti & Bitumi, ubicato a ridosso del porto, o quello che ospitava lo stabilimento della Cgr, lungo la strada provinciale per Tropea e, ancora, tristi vestigia del miraggio industriale degli anni ‘60-‘70, la Gaslini, la Saima, Tonno Nostromo, fantasmi di un’epoca in cui  Vibo era considerata uno dei poli industriali della regione.

Riqualificazioni mancate e progetti faraonici

L’ex Cgr

Sul possibile recupero dell’area Italcementi sono stati versati mari d’inchiostro e fiumi di parole ma, ad oggi, a parte qualche incontro di natura interlocutoria con la proprietà del sito, nessuna ipotesi di riqualificazione è stata presa in seria considerazione. Per lo stabilimento ex Cgr, invece, si erano registrate, qualche decennio fa, iniziative mirate a favorire una sua riconversione come polo fieristico nonché, più recentemente, una proposta progettuale per la realizzazione di un centro servizi, poi tutto si è fermato e l’imponente struttura è rimasta a deperire inesorabilmente, fino al recente sequestro da parte dell’autorità giudiziaria per la presenza di rifiuti speciali e pericolosi stoccati al suo interno.

Il caso Basalti & Bitumi

L’ex Basalti e Bitumi

Altro caso ancora più evidente, a causa della sua collocazione, è quello dell’ex deposito Basalti & Bitumi. È ormai trascorso qualche anno dalla demolizione dei serbatoi, un’operazione  certamente da valutare positivamente in quanto ha rappresentato un importante risultato per la cittadina portuale in un’ottica di riqualificazione urbana e di risanamento ambientale. Grazie all’intervento di demolizione è stato possibile, dopo tanti anni in cui la lentezza della burocrazia, sicuramente favorita da un certo lassismo da parte delle istituzioni, hanno impedito che l’ecomostro venisse eliminato, liberare un’area di 14.243 metri quadri restituendola al territorio ma non alla collettività. Pare che  un protocollo d’intesa prevedesse che una parte dell’area liberata rimanesse a disposizione della società proprietaria dell’impianto dismesso, ma che un’altra consistente fetta venisse destinata al Comune per scopi di risanamento ambientale.

“Città del mare” mai compiuta

Ma finora tutto è rimasto nel cassetto, quando invece l’argomento dovrebbe rivestire carattere di priorità per qualsiasi amministrazione. Appare, quindi, opportuno, che essa venga finalmente restituita, dopo circa 50 anni, alla collettività, programmando su di essa l’insediamento di strutture pubbliche di cui Vibo Marina ha urgente bisogno. Sull’area potrebbe sorgere una stazione passeggeri a servizio del porto, un  auditorium comunale, un anfiteatro all’aperto per spettacoli estivi, una biblioteca-emeroteca, un museo tematico del mare con annesso acquario o un investimento produttivo nel settore turistico con positive ricadute occupazionali e destinando, in ogni caso, un’adeguata fetta a verde pubblico attrezzato. Si darebbe, in tal modo, alla cittadina portuale il segno di un luogo più vivo e vivibile che potrebbe rappresentare un primo passo per consentire a Vibo Marina di accentuare il profilo di città turistica esaltando la propria connotazione di città di mare.

Dignità storica e sociale

La stessa amministrazione comunale ha manifestato, in più occasioni, la volontà di un recupero del retro-porto nell’ottica di una riqualificazione complessiva di Vibo Marina rendendo nota l’intenzione di chiedere la disponibilità di quell’area a favore del Comune per assecondare la vocazione turistica del territorio. Ma nessun passo concreto si é ancora registrato dopo l’abbattimento di uno dei più vistosi monumenti al degrado esistenti nella zona costiera. Curare il recupero degli insediamenti industriali dismessi, cercando di valorizzarli, significherebbe restituire loro, oltre che una funzione economica, anche una sorta di dignità storica e sociale.