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A pochi minuti dalla presentazione della lista, i sindaci di Dinami e Spadola, Ciccone e Piromalli, e l’assessore dinamese Campagna si presentano in Provincia e fanno un passo indietro. Malumori anche nell’area Barilaro

L'Ufficio elettorale della Provincia teatro di un nuovo colpo di scena
Politica

I componenti dell’Ufficio elettorale della Provincia di Vibo non hanno fatto in tempo a classificare la documentazione presentata dalla lista “Civilmente impegnati”, espressione del cosiddetto "terzo polo", che hanno dovuto tirarla nuovamente fuori e aggiungere un'istanza di annullamento, su richiesta degli interessati, di ben tre candidature al consiglio provinciale. L’appuntamento del 31 ottobre si conferma denso di colpi di scena, ma che si potesse arrivare a tanto, dopo appena pochi minuti dalla scadenza dei termini per la consegna delle liste, era davvero imprevedibile. Ad avanzare richiesta per il ritiro della propria candidatura - in modalità "immediata e irrevocabile" - tre amministratori di area Udc-Bruni: i sindaci di Dinami e Spadola, Gregorio Ciccone e Cosimo Damiano Piromalli, e l’assessore comunale di Dinami Rosa Emanuela Campagna. Alla base della decisione vi sarebbero divergenze createsi nelle ultime ore e un mancato rispetto degli accordi presi. Da qui la scelta di ritirare il sostegno all’area degli ex da parte di Gaetano Bruni e dunque di non avallare il sostegno esterno alla candidatura di Antonino Schinella - indicato dal Pd - alla guida della Provincia. Fattore, quest’ultimo, che avrebbe inciso non poco sulla scelta dell’Udc di abbandonare il tavolo così come in precedenza aveva fatto con quello di centrodestra non approvando l’indicazione di Solano da parte di Mangialavori. L’effetto della decisione, tuttavia, come già sancito dal Consiglio di Stato, non incide “sulla composizione della lista ma soltanto sul diritto all’elezione del rinunciatario. Di questo egli può sempre disporre sia astenendosi dal partecipare alla competizione elettorale sia rinunciando all’eventuale elezione”. Resta da comprendere, ora, quale orientamento assumerà il gruppo, questione che sarà oggetto di dibattito interno da qui alla data del voto. E le grane per l’asse “velato” Pd-terzo polo potrebbero non essere finite: malumori si registrerebbero anche nella corrente che fa capo al sindaco di Acquaro Giuseppe Barilaro che annovera quattro sindaci e diversi consiglieri comunali.   

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