domenica,Maggio 16 2021

Vibo, la Giunta approva il rendiconto: disavanzo da 2,5 milioni di euro

Ecco il dettaglio del documento licenziato dall’esecutivo Limardo: eliminati oltre 3 milioni di residui attivi “farlocchi”, che però fanno lievitare la posta debitoria

Vibo, la Giunta approva il rendiconto: disavanzo da 2,5 milioni di euro
La giunta del sindaco Maria Limardo

La giunta comunale di Vibo Valentia ha approvato il rendiconto di gestione 2019, uno dei documenti fondamentali del Comune, poiché attraverso i numeri rappresenta le azioni svolte e gli obiettivi raggiunti rispetto a quanto programmato nel bilancio previsionale, ed è il momento conclusivo e sintetico del processo di programmazione e controllo. Il rendiconto per l’esercizio 2019 – rende noto un comunicato stampa – «è il primo risultato contabile di sintesi approvato da questa amministrazione, in carica a partire da giugno 2019. Esso rappresenta, seppur per soli 6 mesi, il risultato delle attività amministrativo-gestionali messe in atto con la nuova amministrazione. È indubbio che i risultati riportati in questo rendiconto siano influenzati notevolmente dalle gestioni pregresse e registrano un disavanzo da ripianare di2.470.103,38 euro».

Nella dettagliata nota si evidenziano gli elementi che in modo significativo hanno inciso sul risultato di amministrazione, in maniera particolare: il riaccertamento dei residui attivi e passivi. In particolare sono stati eliminati residui attivi per 1.295.211,91 riferiti all’anno 2017 per “Contributi ministero dell’Interno emergenza immigrati”; fondo solidarietà comunale anni 2015, 2016, 2017 per un totale di 251.026,66; Contributo statale per spese uffici giudiziari di giustizia 120.192,18 euro; “Trasferimenti regionali servizi sociali” per un importo di 510.444,33 euro; “Contributo Ministero Beni culturali mediateche” per un importo di 151.014,00; rimborso somme Regione Calabria mutui legge 13/2004 annualità 2017 per 89.515,47 euro e 2018 per 30.575,04 euro. Si tratta di stralcio dei residui attivi, per i quali a consuntivo 2019, i dirigenti competenti hanno ritenuto non vi fossero i titoli giuridici, affinché gli stessi fossero mantenuti nel conto del bilancio. La fase del riaccertamento non ha riscontrato per tali residui la sussistenza dei requisiti di conservazione vale a dire la permanenza degli elementi che costituiscono l’ente creditore con conseguente stralcio delle partite che non superano favorevolmente tale controllo. In altri termini sono stati sottoposti a vaglio critico i singoli residui, mantenendo quelli per cui sussistono i requisiti previsti dalla normativa ed eliminando quelli per cui tali requisiti sono venuti meno. Nello specifico il totale dei residui attivi cancellati che impattano negativamente sul rendiconto 2019, al netto dei residui passivi corrispondenti, è di 3.159.999,42 euro.

Ad incidere anche la sentenza della Corte Costituzionale numero 4 del 28/01/2020, in materia di contabilizzazione e utilizzo delle anticipazioni di liquidità. Tale decisione ha imposto l’estrapolazione del Fal dal Fondo crediti di dubbia esigibilità, determinando di fatto un incremento del disavanzo di amministrazione già maturato negli esercizi precedenti, al fine di non pregiudicare l’equilibrio intergenerazionale gravando sulle future generazioni un debito fittiziamente coperto. Contabilmente tale sentenza ha un effetto sul disavanzo 2019 di 5.073.884,12 euro da ripianare nei prossimi 15 anni a partire dall’esercizio corrente. Di fatto all’attuale amministrazione alla luce della decisione della Corte costituzionale viene imposto un rientro da situazioni che non ha contribuito a determinare, e che si inserisce in un percorso di risanamento finanziario, già gravato da poste di notevole entità per effetto del piano di riequilibrio finanziario pluriennale e da disavanzi e debiti pregressi.

Ed ancora, il calcolo del fondo crediti di dubbia esigibilità: negli anni pregressi il calcolo di tale posta a consuntivo veniva effettuata seguendo un metodo semplificato, previsto dal legislatore fino al consuntivo 2018, al fine di ridurre l’impatto sui bilanci degli enti locali di tale significativo accantonamento. Dal consuntivo 2019, tale metodo non è più applicabile, e pertanto, è stato necessario calcolare un Fcde a consuntivo 2019 applicando il metodo ordinario più stringente. Inoltre in un’ottica di risanamento si è ritenuto opportuno considerare come di difficile esazione anche nuove poste di entrata, trascurate nel passato, su cui si è registrata una bassa percentuale di riscossione (sanzioni codice della strada e Imu anni precedenti). Tale situazione ha portato il Fcde da 16.400.722,42 del 2018 a 22.375.910,04 del 2019. Il tutto nell’ambito del principio contabile della prudenza e della veridicità.

«Per completezza di informazione – prosegue la nota – è necessario evidenziare a conclusione un ulteriore elemento che ha inciso negativamente sul risultato dell’esercizio 2019: la bassa capacità di riscossione dei tributi soprattutto in fase coattiva per quanto affidato all’Agenzia della riscossione. Rimane infatti elevato il totale dei residui attivi da incassare sia in conto residui che in conto competenza». Si ravvisano elementi positivi quali: la capacità di ricostituzione delle somme vincolate, nel 2019 le somme da ricostituire sono di 9.011.192,59 a fronte di 11.153.047 del 2018; il fondo cassa che è nel 2019 18.734.653,49 a fronte di 13.421.683,90 del 2018, decisamente in aumento; il miglioramento della gestione del contenzioso che ha visto l’ente non soccombente per cause significative sia in materia di tributi che in materia amministrativa, registrando un miglioramento del fondo contenzioso pari ad euro 418.009,92, rispetto al fondo contenzioso quantificato in sede di redazione del piano di riequilibrio del 5 agosto 2019; avanzo della sola gestione di competenza per il 2019 pari a 6.454.005 euro (76.163.157,59 riscossioni – 71.477.996,81 pagamenti + 11.085.380,43 residui attivi – 9.316.536,27 residui passivi) rispetto a 2.213.21,00 dell’esercizio precedente.

Rimane oggi il problema del dissesto in corso e dei giudizi pendenti di anni precedenti al dissesto che possono avere rilevanti conseguenze sulla definizione del dissesto medesimo. Per il sindaco Maria Limardo «gli interventi correttivi messi in atto dalla nostra amministrazione nella seconda parte del 2019 hanno prodotto un positivo risultato di gestione che ha permesso di contenere il disavanzo al valore indicato. Il consiglio comunale dovrà votare il rendiconto e la delibera con cui definire il piano di rientro. Le azioni immediatamente intraprese riguarderanno: il contenimento della spesa, l’indifferibile azione di recupero dei tributi e delle entrate patrimoniali non riscossi negli ultimi anni, l’acquisizione di oneri di urbanizzazione e un piano di alienazioni del patrimonio immobiliare del Comune. Nel nostro programma elettorale ci siamo impegnati a governare ed amministrare secondo le logiche del “buon padre di famiglia”. Un buon padre di famiglia non deve lasciare “perdite” ai propri figli né tanto meno nasconderle: noi non le abbiamo prodotte, ma le abbiamo trovate. Ora come ogni padre non nascondiamo la criticità, riteniamo che solo attraverso la collaborazione di tutti possiamo risolverla e lasciare ai nostri figli un Comune risanato, nuovamente in grado di progettare il proprio futuro, per una città più sicura, ordinata e moderna».

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