Vibo, short list per i servizi sociali: in Consiglio comunale scoppia la bagarre

Botta e risposta tra il sindaco Limardo e il consigliere Scrugli nel corso del question time. Per l’esponente di Vibo da Vivere la procedura è da ritirare. La replica: «La riapriremo, servono rinforzi per gli uffici»
Botta e risposta tra il sindaco Limardo e il consigliere Scrugli nel corso del question time. Per l’esponente di Vibo da Vivere la procedura è da ritirare. La replica: «La riapriremo, servono rinforzi per gli uffici»
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Il questione time di questa mattina (foto Scuglia)

Mattinata di Question time al Comune di Vibo Valentia dove sono state prese in esame le interrogazioni proposte dai gruppi Vibo da vivere, Vibo democratica e Movimento cinque stelle, concernenti l’“avviso pubblico e successive rettifiche per la creazione di una short list” (Vibo Democratica e Vibo da Vivere); “Fondi Pais avviso 1/2019” (Vibo da Vivere); “Base imponibile Imu, Tari, ecc.” (M5S); “Accesso mezzi di soccorso in piazza Terranova e vie limitrofe” (Vibo Democratica).

È stato tuttavia sul primo punto che si è consumata un’aspra contrapposizione tra l’interrogante Lorenza Scrugli (già assessore alle Politiche sociali ed ex presidente di commissione) e il sindaco Maria Limardo. Scrugli ha chiesto infatti il ritiro della procedura attinente la formazione di una short list per l’individuazione di professionisti esterni da impiegare nell’ambito delle attività del distretto dei Servizi sociali, definendolo un atto che «di legalità e trasparenza ha poco» e ricordando anche l’analoga posizione dell’assemblea dei sindaci del distretto che hanno chiesto la sospensione della medesima procedura.

Il primo cittadino, sul punto, ha, al contrario, rilanciato chiarendo che la procedura non solo sarà ritirata ma anzi sarà riaperta al fine di individuare ulteriori figure professionali in grado di sopperire alle carenze di personale del preposto ufficio comunale.

«I servizi sociali – ha detto la Limardo – hanno una valenza straordinaria. A maggior ragione in questo periodo di emergenza Covid nel quale stanno arrivando fondi da tutte le parti. Abbiamo dunque assoluta necessità di riorganizzare gli uffici e di integrarli con figure professionali che siano in grado di supportare gli uffici vista la carenza di personale, resa ancor più grave dai pensionamenti. È evidente – ha proseguito – che l’ufficio non è nelle condizioni di far fonte alle aumentate competenze, anche perché a livello regionale e nazionale si registra un’inversione di rotta: le politiche sociali sono oggi il perno attorno al quale ruotano una serie di interventi di estrema importanza, è questa è la ragione per la quale ho assunto su di me la delega ai servizi sociali. È infatti responsabilità della politica adeguare la macchina alle sfide del futuro, sia pur tra i mille ostacoli che ci sono: ho tracciato un percorso e vado avanti nella convinzione di operare per il bene».

Replicando, ha poi sferzato la Scrugli: «Dobbiamo riorganizzare l’ufficio per raccogliere le sfide che verranno, ma se qui vogliamo continuare a fare la caccia alle streghe e guardare il dito mentre si indica la luna, allora non abbiamo capito nulla».

Nel dettaglio, ha poi chiarito: «È mio preciso intendimento attrezzare l’ufficio per gestire l’organizzazione che da qui a poco arriverà e allo scopo sarà anche riaperta la short list, perché i sindaci hanno chiesto che l’avviso sia pubblicato anche nelle loro municipalità, cosa che da qui a poco avverrà. Due figure – ha aggiunto – non bastano, probabilmente nemmeno 3-4, perché la presenza deve essere più robusta. Compito della politica sarà il controllo e la verifica e resterà ben distinto dal compito gestionale: scegliere le figure professionali non è attività che compete alla politica ma alla dirigenza e io su questo non intendo mettere il naso come non ho mai fatto per altre scelte. Affido all’ufficio il compito di effettuare la scelta».

Spiegazioni che non hanno convinto l’interrogante Lorenza Scrugli. «Di fronte alle regole non si possono ammettere interpretazioni. Ci sono risorse finalizzate ai servizi e come tali vanno impiegate. Non si possono certo utilizzare per sopperire alle mancanze degli uffici che, al contrario, si devono avvalere di risorse interne al Comune. Questo Comune – ha ammonito infine – deve rispettare le regole e le disposizioni così come tutti gli altri Enti, mentre il sindaco ha abdicato al ruolo di controllo, avallando il lavoro degli uffici senza obiezioni. Dov’è stato il suo ruolo di controllo?» ha chiesto polemicamente il capogruppo in conclusione.