In merito alla demolizione della struttura in cemento realizzata nell’isola centrale della rotatoria di piazza Umberto I, a Sant’Onofrio, interviene l’ex consigliere comunale Marcello Mattioli, che solleva interrogativi sui costi e sulle modalità con cui l’opera sarebbe stata progettata e realizzata.

«Quella che doveva essere, a detta di qualcuno, un’opera di arredo e di riqualificazione – scrive – si è rivelata per quello che era fin dall’inizio, sotto gli occhi di tutti: un manufatto ingombrante, pericoloso, fuori da ogni logica di viabilità. Del resto, già durante le celebrazioni della festa di Santa Croce si era notato tutto l’ingombro dell’opera».

«I martelletti pneumatici hanno cancellato quell’ostacolo - prosegue Mattioli -. Ma cancellare il cemento è la parte più facile. La domanda vera, quella che nessuno vuole fare ad alta voce, è un’altra: chi paga? Chi paga il materiale, chi paga il mezzo per demolirla, chi paga lo smaltimento dei detriti? A pagare, come sempre, saranno le casse del Comune. Cioè i cittadini».

Per l’ex consigliere comunale si tratterebbe del «classico doppio spreco di denaro pubblico: si spende per fare e si rispende per disfare. Una partita di giro che sarebbe comica se non fosse fatta con i soldi di tutti».

Mattioli concentra quindi l’attenzione sulla documentazione tecnica relativa all’intervento. «E qui emerge il punto più grave. Di questa rotatoria, di questo monumento, di questa struttura, molto probabilmente non esiste un progetto definitivo. Niente tavole approvate, niente relazione tecnica sulla sicurezza stradale, niente parere sulla visibilità e sul raggio di curvatura, niente computo metrico chiaro. Si è proceduto per tentativi. Si fa, si vede se va bene, se crea incidenti o proteste si butta giù».

Da qui la critica all’operato dell’amministrazione. «Questa non è programmazione, è improvvisazione amministrativa sulla pelle della collettività. Un intervento su una rotatoria richiede uno studio dei flussi, una progettazione esecutiva, un’autorizzazione. Qui invece sembra si sia andati avanti a vista».

Infine, l’ex amministratore chiede chiarezza sui costi e sulle responsabilità. «Ora che la struttura non c’è più, i cittadini hanno il diritto di sapere: quanto è costata la realizzazione e successiva demolizione? Su quale progetto è stata realizzata? E chi ha assunto la responsabilità tecnica e politica? Perché – conclude Mattioli – il cemento si demolisce in un pomeriggio. Il conto, invece, resta per anni».