Il nuovo servizio di portierato a Palazzo Luigi Razza «serve a garantire professionalità nella gestione degli accessi e maggiore sicurezza per dipendenti e utenti», mentre i circa 25mila euro stanziati rappresentano per l’amministrazione una cifra «contenuta», tanto che le condizioni economiche e il capitolato avrebbero scoraggiato diverse imprese dal partecipare alla gara. Il Comune di Vibo Valentia risponde punto per punto alla consigliera del Gruppo Misto Antonella Petracca, che aveva chiesto al sindaco Enzo Romeo di spiegare utilità, costi e modalità operative del nuovo servizio di portierato entrato in funzione il primo ottobre.

Una replica dai toni tutt’altro che concilianti. Palazzo Luigi Razza definisce infatti Petracca «ormai specialista della tecnica del “far finta di non sapere”» e, al termine della nota, accusa «certa opposizione» di praticare l’«esercizio della memoria corta».

«La sicurezza del municipio non può essere improvvisata»

Il primo chiarimento riguarda proprio la necessità di abbandonare il precedente sistema. Secondo l’amministrazione, «la gestione degli accessi e la sicurezza del municipio, dipendenti ed utenti, non sono compiti improvvisabili» e non sarebbe più possibile affidarsi a «prassi superate».

Il Comune riferisce che negli ultimi tempi si sarebbero verificate «situazioni delicate ed eventi che richiedevano la massima professionalità gestionale», tali da rendere necessario il ricorso a personale specializzato e formato per la vigilanza passiva, la gestione dei flussi e l’accoglienza degli utenti.

Il nuovo portierato viene inoltre inserito in un più ampio processo di riorganizzazione della macchina amministrativa, che comprende l’introduzione dei badge identificativi per i dipendenti e la rotazione del personale prevista dalle direttive in materia di prevenzione della corruzione.

Prima il tentativo con la Polizia locale

L’amministrazione chiarisce anche di avere inizialmente tentato di affidare queste funzioni alla Polizia locale. Una soluzione che non sarebbe stata praticabile a causa della carenza di personale.

Il Corpo, spiega il Comune, avrebbe infatti «motivatamente declinato la richiesta», evidenziando una «cronica carenza di risorse umane» e la necessità di destinare gli agenti prioritariamente alla viabilità e alla sicurezza sul territorio anziché al presidio degli ingressi del municipio.

Da qui la scelta di procedere con un servizio esterno.

Il Comune: «25mila euro cifra contenuta»

Uno dei punti principali sollevati da Petracca riguardava il costo, pari a circa 25mila euro. Su questo l’amministrazione respinge le critiche e sostiene che si tratti di una somma «decisamente contenuta e calibrata al centesimo per le prestazioni erogate».

L'affidamento, assicura Palazzo Luigi Razza, sarebbe avvenuto nel rispetto delle procedure previste dal Codice degli appalti. Anzi, secondo il Comune, le condizioni stabilite dal capitolato sarebbero state particolarmente rigide e il budget ridotto rispetto alle prestazioni richieste, al punto da indurre diverse imprese del settore a non partecipare.

Per l’amministrazione, dunque, parlare di una spesa eccessiva significa «ignorare del tutto la realtà dei numeri e del mercato».

Gli orari contestati: «Copertura nelle fasce di effettivo afflusso»

Petracca aveva posto l’accento anche sugli orari spezzati del portierato, chiedendo chi garantisca il controllo degli accessi durante le fasce nelle quali l'addetto non è presente.

Anche su questo il Comune fornisce la propria spiegazione. La distribuzione delle ore sarebbe stata studiata per concentrare il servizio nei momenti di maggiore afflusso del pubblico e nelle fasi di chiusura degli uffici, evitando di sostenere costi per un presidio continuativo nelle ore considerate di minore attività.

Quanto alle modalità con cui vengono controllati concretamente gli accessi, l’amministrazione afferma che il personale opera attraverso «protocolli definiti e in progressivo affinamento», con l'obiettivo di garantire ordine senza «trasformare la casa dei cittadini in una fortezza inaccessibile».

Lo scontro sul Fondo di riserva

La replica si sposta infine sul Fondo di riserva, che secondo Petracca sarebbe stato portato quasi al prosciugamento anche per finanziare spese riconducibili all'ordinaria attività amministrativa.

Per Palazzo Luigi Razza si tratta invece di «un classico esercizio di allarmismo». L'amministrazione sostiene che la tenuta dei conti comunali sia solida e che le risorse siano gestite dagli uffici finanziari nel rispetto delle norme contabili, salvaguardando la possibilità di fronteggiare eventuali emergenze.

Il sindaco Enzo Romeo e l'assessore al ramo Marco Talarico confermano quindi la volontà di proseguire nel percorso di «efficientamento, trasparenza e modernizzazione dei servizi comunali», chiudendo la replica con un'ultima stoccata politica alla consigliera e all'opposizione, accusate di avere la «memoria corta».