L’associazione Io Autentico Odv ha reso noto di aver depositato due articolati esposti alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e alla Procura regionale della Corte dei Conti per la Calabria, riguardanti la gestione dei servizi di prestazioni terapeutiche per l’autismo.

«Non si tratta di una generica denuncia sul malfunzionamento dei servizi, ma di fatti specifici, documentati e circoscritti», precisano dall’associazione. Al centro delle segnalazioni vi è la gestione dei servizi rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ai sensi del DPCM 12 gennaio 2017, che secondo Io Autentico potrebbe risultare irregolare e lesiva dei diritti clinici dei minori, oltre che della trasparenza amministrativa.

Secondo quanto riportato negli esposti, l’Asp di Vibo Valentia avrebbe adottato «assetti di fatto e rapporti contrattuali non pienamente conoscibili all’esterno», senza pubblicare «la documentazione che disciplina in modo chiaro e accessibile le convenzioni e i rapporti economici con i soggetti erogatori». A fronte di prestazioni finanziate con risorse del Fondo Sanitario Aziendale, sottolinea l’associazione, «devono essere clinicamente qualificabili come sanitarie».

I documenti segnalano inoltre che l’Asp avrebbe «imposto vincoli ai pazienti con autismo sulla base di accordi non ancora giuridicamente validi, provocando «sospensioni dell’erogazione delle prestazioni sanitarie in contrasto con le indicazioni cliniche di continuità terapeutica». In alcuni casi, proseguono gli esposti, servizi di natura assistenziale avrebbero «snaturato prescrizioni sanitarie specialistiche, disattendendo indicazioni che imponevano la stabilità delle figure professionali per evitare regressioni cliniche nei pazienti autistici».

Per le famiglie, comprese quelle dei pazienti titolari di Progetti di Vita, viene opposta l’esistenza di «accordi in essere» non rintracciabili nei canali ordinari di pubblicità amministrativa, generando difficoltà nella verifica della legittimità degli affidamenti, nella tracciabilità della spesa e nell’individuazione delle responsabilità cliniche e gestionali.

Un ulteriore profilo critico riguarda la natura dell’affidamento: secondo Io Autentico, l’Asp avrebbe qualificato il servizio come «sola fornitura di personale», riducendo l’appalto sanitario complesso «a mera acquisizione di manodopera, in potenziale contrasto con la normativa del servizio sanitario (D.Lgs. 502/1992)». Sul piano contabile, la segnalazione alla Corte dei Conti ipotizza «un’esposizione finanziaria di circa 750mila euro annui per l’Asp di Vibo Valentia, con importi analoghi anche per l’Asp di Catanzaro».

A fronte di queste criticità, l’associazione chiede di verificare «la corretta qualificazione delle prestazioni, la legittimità delle tariffe applicate – anche rispetto ai tariffari regionali vincolanti per le prestazioni sanitarie accreditate e convenzionate – e l’effettiva responsabilità clinica pubblica del servizio terapeutico».

«Non possiamo restare inerti di fronte a una gestione che degrada un diritto alla salute in una prestazione precaria e burocratizzata», dichiarano Enrico Mignolo e Angela Vittoria Staglianò, rispettivamente presidente e consigliere di Io Autentico ODV. «Quando servizi Lea vengono gestiti senza un quadro contrattuale pubblico e verificabile, il problema non è solo l’efficienza, ma la responsabilità pubblica».

Ora la parola passa alle autorità competenti, ma, conclude l’associazione, «la situazione descritta chiama in causa responsabilità manageriali e politiche che non possono più essere archiviate come mere anomalie tecniche».