VIDEO | Incontro partecipato organizzato dai comitati cittadini. Un documento contenente precise richieste sarà inviato all’Asp. Dopo il trasferimento di Urologia a Vibo e la chiusura della sala operatoria il nosocomio ha subito un declassamento di fatto
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Termina con l’approvazione per acclamazione delle proposte presentate dai comitati civici l’incontro tenutosi oggi a Tropea contro il depotenziamento dell’ospedale cittadino.
Un’assemblea fortemente partecipata che ha riempito la sala di palazzo Santa Chiara: cittadini, operatori e istituzioni si sono ritrovati insieme per ribadire la contrarietà a uno smantellamento progressivo che sembra essere arrivato agli atti finali.
Dopo il ritorno del reparto di Urologia a Vibo Valentia, infatti, nel nosocomio costiero resta soltanto Medicina generale con dodici posti letto di degenza: un’inezia di fronte a un potenziale di almeno cinquanta postazioni.
A gridare il No alla chiusura del presidio i comitati Costa degli Dei, San Bruno, Città attiva e Pro ospedale. A relazionare sono stati Domenico Cortese, Mariantonietta Campennì, Serafino Pantano, Francesco Rotolo, Tonino Simonelli e Daniela Primerano. Presenti anche i sindaci di Parghelia, Drapia, Briatico e Zaccanopoli. Numerosi anche gli interventi dei partecipanti che hanno alimentato il dibattito e ribadito la volontà di una mobilitazione popolare di massa.
«Non siamo qui per elencare i problemi dell’ospedale – ha esordito Domenico Cortese, del comitato Costa degli Dei – ma per ricevere dalla popolazione il mandato di inviare un documento di richieste ben precise all’Asp e cioè l’applicazione dei decreti dei commissari ad acta che permetterebbero a Tropea di diventare davvero un Ospedale generale con reparti aperti, pronto soccorso funzionante, laboratorio di analisi h24, radiologia e altro. Qualora i commissari non prendessero in considerazione le nostre istanze – ha incalzato Cortese – siamo pronti a una grande manifestazione a Tropea».
Significativo, tra gli altri, il contributo offerto da Serafino Pantano (dirigente del sindacato Nursing Up e infermiere in forza al nosocomio costiero) il quale ha rimarcato il rischio clinico presente in questo frangente: «Con l’imminente trasferimento di Urologia, ultimo baluardo dell’area chirurgica, l’ospedale si può classificare come un semplice poliambulatorio, vista la presenza soltanto di dodici posti letto. Mi chiedo inoltre cosa pensi di trasferire l’Asp: un urologo, sei infermieri e due oss, non si può parlare di reparto in queste condizioni. Oltretutto, la sala operatoria è stata chiusa dopo il trasferimento di due infermieri e questo rappresenta un altro rischio clinico in quanto è l’unica centrale di sterilizzazione della struttura».
Ribadita a gran voce dai relatori anche la scarsa appetibilità dell’Azienda sanitaria vibonese per gli operatori, a causa soprattutto dei contratti a tempo determinato che generano la fuga dei medici verso altre province o regioni.
Un quadro drammatico, quello emerso dall’incontro, ma anche di speranza: la partecipazione massiccia dimostra che il tema tocca da vicino la popolazione, disposta a scendere in piazza e ad alzare la voce qualora il potenziamento dell’ospedale restasse solo sulla carta. I comitati invieranno dunque la richieste all’Asp. Stanca di promesse, Tropea attende risposte concrete.


