C’è un gatto che vive in un castello e che, a quanto pare, non ha nessuna intenzione di starsene tranquillo. Si chiama Brunello ed è lui a guidare le avventure di "Calabria 4 Kids", un progetto di fiabe animate che prende per mano i bambini e li accompagna alla scoperta della Calabria.

Qui la fantasia non serve per inventare mondi lontani, ma per guardare con occhi nuovi quello che abbiamo già intorno. Perché i luoghi attraversati da Brunello esistono davvero. Ci sono borghi, castelli, paesaggi, tradizioni e sapori che appartengono alla Calabria e che, attraverso la narrazione, diventano parte di una grande avventura.

Accanto a Brunello ci sono poi compagni di viaggio altrettanto curiosi. C’è Nino, il topo bibliotecario, che porta con sé il fascino delle storie e della conoscenza, e c’è Sirio, il lupo della Sila, che richiama uno dei territori più suggestivi della regione. Personaggi diversi, uniti dalla stessa voglia di esplorare.

E così, episodio dopo episodio, una fiaba può trasformarsi in una piccola mappa della Calabria.

Un progetto che parte dalla fantasia per riportare lo sguardo sulla realtà: su luoghi che magari i bambini hanno già visto, ma che possono imparare a riconoscere, su tradizioni che rischiano di restare lontane dalle nuove generazioni e che invece possono tornare a vivere attraverso un racconto; su una Calabria che non viene semplicemente mostrata, ma raccontata e riscoperta.

È proprio qui che “Calabria 4 Kids” trova la sua particolarità: nel punto d’incontro tra immaginazione e identità del territorio, con un linguaggio pensato per i più piccoli, ma capace di parlare anche agli adulti. Perché le storie sono pensate per essere condivise con mamma e papà, con i nonni, con tutta la famiglia.

Dietro Brunello e i suoi compagni di avventura c’è Alessandro Maglia, professore di musica e ideatore di “Calabria 4 Kids”.

Da dove nasce l’idea di “Calabria 4 Kids” e perché ha scelto proprio Brunello, un gatto curioso ed esploratore, come protagonista? Qual è l’obiettivo che si è posto attraverso le sue avventure?

«L’idea nasce dalla visione di alcuni cartoni animati con mia figlia “grande” (1 anno e 5 mesi, la piccola ha 4 mesi), durante i quali alcune citazioni di luoghi particolarmente famosi, per esempio Notre Dame per Gli Aristogatti o il Big Ben per La carica dei 101, hanno acceso una piccola lampadina. Perché non proporre un prodotto di animazione basato sui luoghi, ma anche sulle tradizioni e i sapori, che racconti ai più piccoli le bellezze del nostro territorio? La scelta del gatto esploratore e curioso nasce dagli animali preferiti di mia figlia e dalla fortuita adozione di una famigliola di gatti presentatasi nel nostro giardino di casa qualche tempo fa».

Ogni avventura di Brunello prende spunto da luoghi, tradizioni e sapori realmente calabresi. Quanto è importante per lei utilizzare la fantasia per far conoscere ai più piccoli il territorio e la sua identità?

«L’importanza della fantasia è circoscritta alla sceneggiatura dell’episodio, in quanto il territorio e i sapori calabresi offrono già un ampio spunto per lo sviluppo del progetto. Sicuramente il leitmotiv rimane la trasmissione di valori “puliti” ai più piccoli, anche tramite l’interesse degli adulti al progetto».

Che Calabria vorrebbe che un bambino scoprisse attraverso le avventure di Brunello e degli altri personaggi?

«Vorrei che un bambino scoprisse la Calabria generosa e autentica, fatta di piccoli gesti importanti di collaborazione tra le persone e scambio generazionale di valori e tradizioni».

Ed è forse proprio qui che il viaggio di Brunello trova il suo significato più profondo. Non soltanto accompagnare i bambini alla scoperta di un luogo, ma provare a trasmettere loro ciò che quel luogo custodisce: la memoria, le tradizioni, la collaborazione, il rapporto tra generazioni e quei piccoli gesti quotidiani che costruiscono l’identità di una comunità.

Perché forse, per innamorarsi di un luogo, a volte basta incontrarlo nel modo giusto. E quale modo migliore, per un bambino, di incontrarlo se non attraverso una storia?

E allora il viaggio di Brunello non finisce davvero con i titoli di coda. Perché dopo aver attraversato un castello, incontrato un lupo della Sila o seguito le tracce di una nuova avventura, può succedere che un bambino inizi a guardare la propria terra con occhi diversi. E che quella Calabria vista sullo schermo diventi improvvisamente una Calabria da cercare, da conoscere, da attraversare.

Magari la prossima avventura comincerà proprio dietro casa. Basterà seguire Brunello. Guarda il primo episodio qui: https://www.youtube.com/watch?v=ZTjyesiAmz8