Su iniziativa della Questura di Palermo, la Polizia vibonese ha consegnato a monsignor Attilio Nostro l’olio prodotto dall’associazione Quarto Savona 15: «L’estratto proviene dalla terra bagnata dal sacrificio di Falcone e della sua scorta»
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Un gesto carico di memoria e significato, che unisce legalità e fede nel segno del sacrificio. È quello compiuto dalla Polizia di Stato, che ha aderito all’iniziativa della consegna simbolica dell’olio del Giardino della Memoria all’autorità religiosa locale.
Un olio che non è solo simbolo, ma testimonianza viva, «nato dalla terra bagnata dal sangue dei giusti e degli onesti», frutto degli ulivi piantati nel luogo che sorge nei pressi della stele lungo l’autostrada A29, teatro della strage in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della Polizia di Stato della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
L’iniziativa, promossa dalla Questura di Palermo, ha visto l’invio dell’olio a tutte le Diocesi italiane, affinché venga consacrato durante la messa crismale del Giovedì Santo e, una volta divenuto Sacro Crisma, utilizzato per l’amministrazione dei Sacramenti.
Anche a Vibo Valentia il gesto si è rinnovato. Durante la celebrazione della Santa Messa della Domenica delle Palme, il personale della Questura di Vibo Valentia ha consegnato una bottiglia dell’olio a Sua Eccellenza monsignor Attilio Nostro, vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.
L’olio è prodotto dall’associazione “Quarto Savona 15”, nome che richiama la sigla radio dell’equipaggio della Polizia di Stato incaricato della scorta al giudice Giovanni Falcone, diventata nel tempo simbolo di memoria, sacrificio e impegno civile.
Un gesto che rinnova il legame tra istituzioni e comunità, trasformando il ricordo in azione concreta: «un olio che diventa Sacro Crisma», segno tangibile di una memoria che continua a vivere nei riti, nei valori e nella coscienza collettiva.

