Una serata da star, con migliaia di persone arrivate anche dai centri limitrofi per assistere a quello che è stato percepito a ragione come un vero e proprio evento. Bagno di folla ed entusiasmo alle stelle per Orietta Berti che ieri sera ha chiuso a Sant’Onofrio le celebrazioni per la festa della Santa Croce, la ricorrenza più sentita nel comune alle porte di Vibo.

Il piccolo centro alle porte di Vibo Valentia ogni anno richiama numerosi visitatori per la sua festa patronale e si impegna a renderla particolarmente viva con spettacoli, giostre e le tradizionali bancarelle nel cuore del paese.

Il concerto di Orietta Berti

I festeggiamenti, che ogni anno cadono nella quarta domenica di settembre, hanno avuto inizio venerdì, tra gare e spettacoli di vario genere, per concludersi ieri, domenica 27 settembre, con il concerto di Orietta Berti, capace di richiamare un pubblico numerosissimo.

La serata si è aperta con i ringraziamenti rivolti all’amministrazione, alle associazioni e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento, per poi entrare nel vivo con il concerto. Uno spettacolo musicale coinvolgente, che ha visto l’artista esibirsi con alcuni dei brani più celebri della sua lunga carriera, senza tralasciare le produzioni più recenti, particolarmente apprezzate dal pubblico più giovane. Al termine, il Comitato ha omaggiato la cantante con una cornice raffigurante la Madonna.

«Una festa che unisce la comunità»

«Quest’anno, in modo particolare, si è cercato di coinvolgere attivamente sia le associazioni ecclesiali sia quelle civili», spiega don Lucio Bellantoni, presidente del Comitato festa e parroco della chiesa della Santissima Maria delle Grazie.

«Nel nostro paese questa festa è particolarmente sentita anche per la presenza della reliquia della Croce di Gesù, che si trova nella nostra parrocchia e viene portata in processione la domenica della festa». Un simbolo importante per la comunità, che contribuisce a rendere ancora più forte la partecipazione collettiva.

Ed è proprio sul senso di comunità che don Lucio insiste: «Lavoriamo insieme ogni giorno per far sì che si crei qualcosa di buono per i fedeli, ma soprattutto perché nasca una sinergia tra loro, poiché la Chiesa deve essere sempre il principale artefice dell’unione nella collettività».

A chiudere definitivamente i festeggiamenti, dopo il concerto, sono stati i fuochi d’artificio, ultimo atto di una serata che ha portato nel centro di Sant’Onofrio migliaia di persone e concluso l’edizione 2026 di una delle ricorrenze più sentite dalla comunità.