Il tecnico rossoblù commenta l'1-1 contro la Reggina: «Venire qui e rischiare la giocata contro una corazzata non è da tutti. L'espulsione di Castro? Peccato, stavamo spingendo per vincere»
Tutti gli articoli di Sport
PHOTO
Finisce in parità (1-1) l'attesissimo big match della settima giornata del campionato di Serie D (girone I) tra Reggina e Vibonese. In uno scenario imponente come quello dello stadio "Granillo", andava in scena un derby ad alta quota tra le prime due della classe della vigilia. Alla fine, la squadra rossoblù torna a casa con un punto prezioso e una consapevolezza ancor più forte dei propri mezzi: essere riuscita a fermare la principale favorita al salto di categoria, su un campo fin qui inespugnato e finanche giocando gli ultimi venticinque minuti in inferiorità numerica. Un risultato che conferma la formazione di Vibo Valentia ai vertici del torneo, ben salda al terzo posto in classifica.
L'analisi di Sasà Marra
Nel post-partita, l'allenatore rossoblù Sasà Marra ha espresso grande orgoglio per l'impatto tattico e caratteriale sciorinato dalla sua squadra nell'arena amaranto, non nascondendo persino un pizzico di rammarico per le chance capitate in avvio: «Venire qui e sfoderare questa personalità di giocare a viso aperto contro la capolista, in uno stadio dove la Reggina aveva sempre vinto e non aveva ancora incassato nemmeno un gol, non è una cosa da poco. Mi è piaciuto moltissimo l'atteggiamento della squadra, la voglia di rischiare la giocata. Peccato solo per i primi minuti, perché potevamo passare in vantaggio già in avvio. Poi è chiaro: la Reggina è una squadra fortissima e nell'arco dei novanta minuti sai che devi concederle qualcosa. A fine primo tempo mi ero un po' arrabbiato perché ci mancava la giusta cattiveria negli ultimi metri, ma è comprensibile: siamo all'interno di un percorso di crescita e non possiamo pre pretendere di essere già perfetti».
L'espulsione e la tenuta in inferiorità numerica
L'episodio chiave del secondo tempo si è verificato al 25' della ripresa, quando il neo-entrato Castro è stato spedito negli spogliatoi dall'arbitro lasciando la Vibonese in dieci uomini. Un ostacolo che però non ha scalfito l'organizzazione tattica dei rossoblù, capaci di erigere un muro invalicabile fino al triplice fischio: «Castro non è un ragazzo cattivo e non so cosa abbia visto l'arbitro o se abbia frainteso la dinamica dell'azione. Non sono affatto arrabbiato con lui, c'è solo il dispiacere perché il rosso è arrivato proprio in una fase del match in cui stavamo spingendo con forza per provare a vincerla. La cosa davvero bella e confortante è che, anche in dieci uomini contro una corazzata, abbiamo rischiato pochissimo».

