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I lavoratori della ditta CFV sospendono il servizio per due giorni. Lamentano stipendi non pagati e gravi inadempienze contrattuali, mentre a Rombiolo sta per scoppiare una nuova “bomba ecologica” dopo quella scoperta a Caroniti da Il Vibonese.it

Ambiente

“Regola basilare per poter fare impresa, di qualunque settore si parli, è quello di possedere adeguate capacità tecniche ed economiche per evitare che chiunque, sol perchè si definisce azienda, possa svolgere servizi senza esserne all'altezza. Non si comprende come questa regola, valida per tutti gli ambiti, sembri non trovare applicazione nel pur delicato settore della raccolta rifiuti dove aziende manifestamente inadeguate continuano ad aggiudicarsi appalti o a vedersi affidati servizi che poi puntualmente non riescono a svolgere. A tutto danno della collettività – che per quel servizio paga – e dei lavoratori che hanno la sventura di incapparci”. E’ quanto sostiene in una nota il coordinatore provinciale di Vibo Valentia del sindacato Slai Cobas Nazzareno Piperno, che tra tutti definisce “eclatante il caso della ditta C.F.V. Monteporo di Spilinga che, come meteora venendo fuori dal nulla, svolge attualmente il servizio nei Comuni di Joppolo e Rombiolo. Sin dal primo momento è stato chiaro a tutti come tale azienda fosse del tutto impreparata ed inadatta al compito che si era assunto. Economicamente sin da subito - spiega lo Slai Cobas - ha chiaramente subordinato il pagamento dei lavoratori al pagamento del canone da parte delle amministrazioni, abitudine questa diffusa in verità in tutte le aziende specie quando i prolungati ritardi nei pagamenti vanno a determinare un’oggettiva  insostenibilità economica. Ma che questa fosse la regola sin dal primo giorno era cosa a cui non eravamo più abituati ed altro non significa che ci si trova in presenza ad un'azienda - sostiene lo Slai Cobas - priva di risorse e di credito e che vive giorno per giorno. Sulla pelle dei lavoratori, però, visto che ad oggi sono ben sei mesi gli stipendi di ritardo dei lavoratori in servizio a Joppolo e due le retribuzioni arretrate per i lavoratori in servizio a Rombiolo. E i problemi non si fermano qui. A partire dal pagamento tramite acconti di pochi euro per volta che non consentono certo ai lavoratori neanche un minimo di programmazione, specie nell'assoluta incertezza sui tempi di corresponsione di tali miseri acconti. Per non parlare poi dell’arbitraria riduzione della percentuale di part-time operata dalla ditta che, oltre a non riconoscere gli scatti di anzianità, non ha ancora consegnato nè i buoni pasto, nè tantomeno divise, guanti e scarpe da lavoro. Stanchi di tutto ciò e delle difficoltà di un servizio da svolgere con mezzi privi di ogni forma di manutenzione, i lavoratori, avvalendosi delle possibilità riconosciute dalla legge, hanno sospeso per due giorni il servizio eccependo l'inadempimento datoriale. Sospensione determinata anche da un'altra e ben più grave ragione, la cui responsabilità rischiava di ricadere tutta sulle misere spalle degli operai costretti per mesi dall’azienda, evidentemente incapace di provvedere altrimenti, allo smaltimento presso l'isola ecologica comunale di Rombiolo di rifiuti di ogni genere. Isola ormai di fatto invasa da montagne di spazzatura. Con la conseguenza che quello che doveva essere un luogo per il conferimento dei rifiuti da differenziare è diventata ormai una discarica a cielo aperto. Spettacolo indegno che crea certamente le condizioni per il verificarsi prima o poi di un vero e proprio disastro ambientale. E questo nel silenzio dell' amministrazione comunale che, anzi, di fronte all'evidente difficoltà della ditta a causa della sospensione dal lavoro messa in atto dagli operai – che di fronte alle promesse di un pagamento sia pur parziale di quanto accreditato avevano comunque al terzo giorno ripreso il servizio, salvo poi essere allontanati dal responsabile aziendale - ha pensato bene di dare manforte al titolare che, munendosi di un camioncino e di operai in nero portati da chissà dove, aveva cominciato di persona a rimuovere rifiuti e sacchetti di spazzatura, facendolo aiutare addirittura da qualche impiegato comunale. Definire scandaloso tutto ciò risulta francamente riduttivo. Da qui la nostra denuncia odierna - spiega lo Slai Cobas - che ha come scopo da un lato tentare di evitare lo scoppio della bomba ecologica che sta letteralmente 'fermentando' presso l'isola ecologica di Rombiolo e, dall'altro, far allontanare un'azienda che più incapace non si può”. Dura la chiusura del sindacato Slai Cobas: “Ci auguriamo che soggetti imprenditoriali del genere vengano definitivamente messi fuori dal mercato perchè i rifiuti sono una cosa seria e non tutte le aziende, solo perchè si propongono di farlo,  ne sono all'altezza”.                                                                                                                                Ricordiamo che la società cooperativa C.V.F. Monteporo è la stessa ditta alla quale il sindaco del Comune di Joppolo, Carmelo Mazza, il 14 ottobre scorso con apposita ordinanza ha affidato l’incarico di rimuovere tonnellate di rifiuti ammassati alla rinfusa in quella che doveva essere l’isola ecologica di Caroniti. La stessa ditta che ha in appalto (di proroga in proroga) la raccolta dei rifiuti in tutto il territorio comunale di Joppolo e che non si era accorta che da mesi “ignoti” (per come messo nero su bianco dal sindaco) scaricavano rifiuti di ogni genere. Uno scandalo scoperto e sollevato da Il Vibonese.it e sul quale stanno indagando i carabinieri della Stazione di Joppolo.   LEGGI ANCHE:  Discarica abusiva a Caroniti: la ditta che non si è accorta del disastro incaricata di rimuovere i rifiuti

 

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