Emergenza cinghiali, per l’Udicon è un «problema di sicurezza nazionale»

Il presidente nazionale Nesci richiama il tragico incidente avvenuto sull’A1 e chiede l’intervento di ministro e prefetti. Nei giorni scorsi tre giovani di Serra San Bruno feriti nell’impatto tra la loro auto e un ungulato

Il presidente nazionale Nesci richiama il tragico incidente avvenuto sull’A1 e chiede l’intervento di ministro e prefetti. Nei giorni scorsi tre giovani di Serra San Bruno feriti nell’impatto tra la loro auto e un ungulato

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«E’ da tempo che lamentiamo il problema dei cinghiali che invadono tantissime strade e centri urbani creando il panico tra i cittadini i quali sono giustamente terrorizzati. Quello che è successo ieri sull’Autostrada A1 è la dimostrazione di quanta urgenza ci sia nell’intervenire. Non ci può scappare il morto ogni volta prima di fare qualcosa, esprimiamo tutta la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime». Il presidente nazionale dell’Unione per la difesa dei consumatori (Udicon) Denis Nesci commenta così l’incidente avvenuto sull’autostrada A1 a causa del passaggio di un branco di cinghiali che ha causato la morte di una persona e diversi feriti. Un problema, quello della presenza di cinghiali e degli incidenti automobilistici ad essa legati, che non risparmia neppure il Vibonese dove nei giorni scorsi una vettura in transito lungo la cosiddetta “strada dei carbonai”, a Serra San Bruno, è rimasta coinvolta nell’impatto con un grosso ungulato che ha causato il ferimento dei tre giovani a bordo dell’auto. «Dai dati – spiega Nesci – emerge che il numero di cinghiali presenti sul territorio italiano è di oltre 1 milione, raddoppiato da dieci anni a questa parte, provocando migliaia di incidenti. I cinghiali sono una specie molto pericolosa per l’incolumità dei cittadini: è fauna selvatica ed il loro contatto con il tessuto urbano può creare un pericolo per la sicurezza. Inoltre la specie può arrecare sensibili danni anche alle coltivazioni degli agricoltori che lamentano da tempo la perdita del loro raccolto, e quindi di conseguenza delle ingenti perdite economiche che si ripercuotono sui consumi e quindi sui consumatori finali». Nesci ricorda quindi: «Abbiamo già presentato nei mesi precedenti delle richieste agli enti competenti per cercare di risolvere il problema quanto prima in quanto sia nel Lazio che in Calabria si sono verificati episodi tragici e per questi motivi – conclude il presidente dell’Udicon – siamo molto preoccupati dai pericoli che questi animali potrebbero continuare ad arrecare ai cittadini e chiediamo alle istituzioni competenti, quali il ministro dell’Ambiente ed i prefetti, di porre le adeguate misure di sicurezza per arginare il pericolo». 

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