venerdì,Luglio 12 2024

Vene e Triparni, scatta «l’emergenza sanitaria»: perdite fognarie e acqua non potabile

Inviato al sindaco Maria Limardo un articolato documento che elenca le tante problematiche relative alla latente crisi sanitaria che attanaglia le frazioni

Vene e Triparni, scatta «l’emergenza sanitaria»: perdite fognarie e acqua non potabile
Fogna a cielo aperto lungo la strada Triparni-Mantineo nei pressi del torrente Trainiti

Nei territori delle frazioni delle Vene e di Triparni è «emergenza sanitaria». A lanciare l’allarme sono Antonio Iannello, già assessore ai Lavori pubblici dell’ex amministrazione Sammarco, e gli ex consiglieri comunali Pino Condoleo e Antonio Sorrentino, i quali hanno indirizzato sulla vicenda un articolato documento al sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo. Al primo cittadino è stato fatto presente che «l’imminente scadenza dei fondi Cis Acqua Bene Comune ha indotto diversi cittadini, preoccupati per lo stato di abbandono del proprio territorio, ad incontrarsi nella frazione di Vena Inferiore per affrontare le tante problematiche relative alla latente emergenza sanitaria che attanaglia le frazioni delle Vene e di Triparni. In particolare ci si è soffermati sull’annoso e gravissimo problema della non potabilità dell’acqua dovuta all’infiltrazione di diverse perdite fognarie a Vena Inferiore». Una situazione che gli interessati non hanno esitato a definire «molto preoccupante, nella quale persiste una ordinanza sindacale di divieto dell’acqua potabile per uso domestico, ma quello che è più grave è che non possibile utilizzarla nemmeno per igiene personale con casi di escherichiacoli e di infezioni epidermiche».

Alle riunioni hanno partecipato anche alcuni rappresentanti delle frazioni di Vena Superiore, Vena Media, e Triparni, i quali hanno avuto modo di fare un quadro complessivo su tutto il territorio che in passato ha costituito quella che fu la II Circoscrizione. Al capo dell’amministrazione sono state, pertanto, elencate alcune priorità che – viene sottolineato – «devono essere risolte per garantire quelli che ormai sono diventati sempre più servizi essenziali inesistenti». [Continua in basso]

Condotte idriche

Iannello, Condoleo e Sorrentino hanno, quindi, fatto presente che «le carenze idriche più volte segnalate nelle quattro frazioni sono spesso legate alle continue perdite idriche ed ai ritardi nella riparazione che in alcuni casi passano mesi prima che si intervenga. Una rete colabrodo che dovrà essere sostituita completamente in tutte e quattro le frazioni e che di fatto accentua il rischio del dissesto idrogeologico di tutto il territorio».

Acque reflue

Detto questo, i firmatari del documento indirizzato al sindaco del capoluogo hanno inoltre evidenziato che, «gran parte degli scarichi fognari di Vena Superiore, Vena media e Vena Inferiore erano stati convogliati in un’unica condotta che attraverso una Stazione di sollevamento, realizzata vicino al torrente Trainiti lungo la strada interpoderale Triparni – Mantineo, venivano immessi nella condotta fognaria che da Triparni si collega all’impianto di depurazione di Portosalvo. Si precisa che in questa condotta sono stati convogliati anche gli scarichi fognari di Mantineo e Piana Pugliese del comune di Cessaniti». Purtroppo – è stato fatto osservare ancora – «da alcuni anni questa stazione di sollevamento risulterebbe non funzionante con le conseguenze che tutti gli scarichi vanno a finire nel Torrente Trainiti e con un grave rischio dal punto di vista igienico sanitario e di inquinamento del mare. La mancata separazione delle acque meteoriche dalla rete fognaria, spesso crea la fuoriuscita di liquami lungo la strada provinciale con i tombini che sistematicamente saltano ad ogni acquazzone. Permangono diversi scarichi fognari a cielo aperto nei diversi centri abitati».

Per quanto detto, dunque, Iannello, Condoleo e Sorrentino hanno chuiesto all’amministrazione comunale di attivarsi «per la predisposizione di una serie di progetti per la risoluzione delle problematiche esposte attraverso l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal Cis Acqua Bene Comune».

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