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Parco delle Serre, un patrimonio unico da valorizzare: dalle guide agli itinerari, ecco progetti e idee di sviluppo

Sono 17 i comuni del Vibonese coinvolti in una vasta area che da Pizzo arriva a Serra passando per il lago Angitola dove storia, cultura e rispetto per l'ambiente si coniugano per attrarre sempre più visitatori ed aprirsi anche a persone con disabilità

Parco delle Serre, un patrimonio unico da valorizzare: dalle guide agli itinerari, ecco progetti e idee di sviluppo
Dal Museo della Certosa, alla Chiesetta di Piedigrotta. E poi la Ferdinandea e il bosco Archiforo (foto Parco Serre)

Sono ben 17 i comuni del Vibonese che rientrano nel Parco regionale delle Serre. Un’area vastissima che coinvolge anche le province di Catanzaro e Reggio Calabria. Il sito, posto principalmente nel cuore della Calabria, si pone tra l’Aspromonte e la Sila. Alla presenza di boschi e itinerari trekking di suggestiva bellezza, il Parco vanta la presenza di attrattori turistici del calibro della Certosa di Serra San Bruno con annesso Museo, la chiesetta di Piedigrotta a Pizzo. E poi ancora le Reali ferriere ed Officine di Mongiana, testimonianze di un articolato complesso siderurgico realizzato nel 1770 – 1771 da parte della dinastia dei Borbone di Napoli.  [Continua in basso]

La via dei castelli

Il castello di Arena

Anche la “via dei castelli” permette al visitatore di ripercorrere la storia del territorio vibonese attraverso i resti della fortezza di Arena, risalente all’XI secolo, gravemente danneggiata dal terremoto del 1783, oppure il fascino del castello Murat di Pizzo. Nella cittadina napitina, Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone, in un estremo tentativo di riconquistare il regno di Napoli, sbarcò l’8 ottobre 1815. Tentò di far ribellare la popolazione contro Ferdinando IV di Borbone. Ma senza successo. Gioacchino e il suo piccolo drappello furono sopraffatti e rinchiusi nel castello dove, cinque giorni dopo, a seguito di un processo sommario, il re venne condannato a morte dalla Commissione militare disposta per forza di legge dal Governo Borbonico. Il castello ospita un Museo dedicato a questi avvenimenti storici decisivi per la Calabria e il sud Italia.

I boschi e gli alberi monumentali

Di particolare rilievo l’aspetto naturalistico. Il bosco Archiforo rappresenta un unicum dal punto di vista della vegetazione. Un mix di abeti bianchi e faggi, con alberi monumentali maestosi. Basti pensare che, nel 2014, è stato individuato all’interno del bosco uno degli abeti bianchi più grande d’Europa, alto oltre 55 metri con una circonferenza del tronco di 5,5 metri. Il Parco ospita anche l’oasi naturalistica del lago Angitola, tra le riserve più importanti del Mediterraneo.

Bosco Archiforo, foto di G. Figliuzzi

Il lago fu creato artificialmente nel 1966 sul vecchio alveo del fiume Angitola, che nasce a Capistrano. Il territorio dell’oasi ricade nei comuni di Francavilla Angitola, Maierato, Monterosso Calabro, Pizzo Calabro e Polia. Fu vincolato come oasi nel 1975. Gli abeti bianchi caratterizzano poi il bosco di Santa Maria, sito a Serra San Bruno. Prende il nome dall’edificio religioso che si erge al centro di giganteschi alberi, dove San Bruno, fondatore dell’ordine certosino, faceva penitenza e fu sepolto. 

La formazione delle guide del Parco

L’interesse turistico nei confronti del Parco delle Serre – guidato dal commissario Alfonso Grillo e diretto da Francesco Maria Pititto – è crescente, grazie anche al diffondersi di un turismo esperienziale, legato ai luoghi, alla conoscenza delle tradizioni e all’enogastronomia. Tant’è che assume anno dopo anno un ruolo sempre più importante a livello regionale.

Lago Angitola, foto Parco delle Serre

Si lavora sia sul fronte della formazione delle guide ufficiali, sia sulla manutenzione dei sentieri: «È fondamentale – spiega la direzione del Parco – offrire un servizio di qualità tramite personale preparato. Ma non solo. Oltre alla familiarità con il territorio, è indispensabile che le guide abbiano conoscenze di primo soccorso. Si tratta di zone montane e l’improvvisazione può essere rischiosa per l’utente». Recentemente è stato promosso un corso con l’Aige nazionale, allo scopo di dare la possibilità ai giovani di formarsi e conseguire il patentino di “guida ufficiale”.

Itinerari fruibili a persone con disabilità

Oltre al restyling dei tracciati, alla valorizzazione della storia locale connessa ai percorsi, come nel caso della leggenda della baronessa Scoppa, si spinge sulla promozione attraverso i canali social, la creazione di un sito più performante e l’ideazione di un app scaricabile su tutti gli smarphone. Non solo. Si mira a rendere fruibili alcune aree anche a persone con disabilità: «Si cerca di attrezzare alcuni sentieri per renderli accessibili anche a soggetti in carrozzina, per esempio. Oppure si pensa all’utilizzo di segnaletica tattile e filmati con spiegazioni nella lingua dei segni».

Il sito delle Reali ferriere di Mongiana
Le reali ferriere di Mongiana

Contestualmente si lavora per inaugurare nuovi sentieri, tra Jonio e Tirreno, tra Capo Vaticano e Monasterace. Altro aspetto riguarda infine la promozione dei borghi e dei Musei. «Cerchiamo – evidenzia la direzione del Parco – di mettere in rete i poli culturali dislocati sul territorio al fine di offrire degli itinerari e tappe in grado di riempire la giornata del turista. Interlocuzioni sono in corso con il museo di Monterosso».

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Il bosco Archiforo, un sentiero tra storia e natura nel cuore delle Serre

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