Lungomare di Zambrone, il Wwf: «Apprezzabili le parole del sindaco ma restano perplessità»

Per gli ambientalisti, il progetto «più che un’attività conservativa dell’esistente, sembra un nuovo e più consistente intervento per fini dichiaratamente turistici»
Per gli ambientalisti, il progetto «più che un’attività conservativa dell’esistente, sembra un nuovo e più consistente intervento per fini dichiaratamente turistici»
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Il progetto del lungomare di Zambrone
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«Accogliamo con sincera soddisfazione la disponibilità al dialogo manifestata dal sindaco di Zambrone sul progetto che riguarda la “messa in sicurezza” del lungomare, ma avremmo gradito che, di fronte ad una iniziativa che, se realizzata, avrà comunque un impatto sull’ambiente costiero, tale proposta fosse stata avanzata prima. Comprendiamo l’intento di difendere le opere progettate cercando di dimostrarne la scarsa incidenza ambientale, ma nonostante il pur legittimo tentativo di minimizzare, le perplessità rimangono. Ad esempio non è chiara la relazione tra la dichiarata “messa in sicurezza” del lungomare esistente e il previsto “ampliamento” (e quindi cosa se non nuovo cemento?) delle aree di fruizione mediante (testuale): “interventi di natura urbanistica per la pedonalizzazione della marina e nuove aree per la sosta”». Nonostante le rassicurazioni del primo cittadino Corrado L’Andolina, il Wwf di Vibo Valentia non rinuncia dal dire nuovamente la sua sull’intervento di riqualificazione del lungomare del piccolo centro costiero vibonese specificando a tal proposito che «in assenza di interventi a mare, non è che ampliando e creando nuove strutture (piste ciclabili e quant’altro), si mette “in sicurezza” il lungomare esistente. Quando è mareggiata, è mareggiata per tutto. Quanto poi al “segmento B” del progetto – si argomenta -, lo stesso prevede la realizzazione ex novo di un “sentiero” lungo più di un chilometro e largo sei metri, ricoperto di cemento e piastrelle. Anche qui: da cosa si vuole metterlo in sicurezza? In altre parti d’Italia e d’Europa i sentieri sulla costa si realizzano semmai con passerelle in legno sopraelevate per conservare gli ecosistemi dunali e consentire una fruizione non invasiva e rispettosa dell’ambiente». [Prosegue sotto la pubblicità]

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Per il Wwf «più che di un’attività meramente conservativa dell’esistente, sembra proprio un nuovo e più consistente intervento per fini dichiaratamente “turistici”, non certamente di tutela ambientale. Il sindaco esprime inoltre la sua meraviglia per un presunto “falso allarme” sulla “colata di cemento”, ricordando che esiste “solo uno studio di fattibilità e non il progetto esecutivo”, per il quale sono stati richiesti  3,5 milioni di euro; ma scopo della nostra iniziativa è proprio quello di evitare, fin che si è in tempo, che ulteriori interventi vadano ad incidere su un territorio che, come lo stesso sindaco onestamente ammette, di coperture di cemento e  asfalto ne ha già avute fin troppe. Non regge neppure il paragone con il previsto lungomare di Pizzo e quello di Reggio Calabria: nel primo caso si tratta di trasformare in una zona fruibile e sicura quella che per cinquant’anni è stata una vergognosa discarica alla base del centro abitato: la stessa trasformazione che operò il rimpianto sindaco Falcomatà con il lungomare di Reggio. Sono situazioni ambientali lontane mille miglia da quella di Zambrone: a Pizzo si tratterà, come a Reggio si trattò, di recuperare aree cittadine degradate; cosa ben diversa da Zambrone, dove invece, ci auguriamo, con la sensibilità che il sindaco ha inteso manifestare – conclude l’associazione ambientalista -, verrà protetto gelosamente anche l’ultimo, vero, sentiero sul mare. Perché siamo convinti che il modo migliore per valorizzare un tratto di costa, sia quello di lasciarlo com’è».