Ruspe e mezzi meccanici utilizzati per spianare le spiagge del golfo di Sant’Eufemia rischiano di distruggere i nidi delle tartarughe marine, travolgere i pulcini di fratino e compromettere la vegetazione dunale. A lanciare un nuovo allarme è il Wwf Vibo Valentia/Vallata dello Stilaro, che chiede alle amministrazioni locali e alle autorità competenti di fermare gli interventi sul litorale compreso tra Pizzo e Curinga.

Secondo l’associazione ambientalista, l’impiego di pale meccaniche, mezzi cingolati e veicoli gommati sulle spiagge rappresenta «un’ennesima, inammissibile minaccia» per habitat delicati e specie protette da convenzioni internazionali, come la tartaruga marina Caretta caretta e il fratino, piccolo uccello che nidifica direttamente sulla sabbia.

La fascia costiera protetta tra Pizzo e Curinga

Il Wwf richiama in particolare l’attenzione sul tratto di costa che si estende dalla foce del fiume Angitola, nel territorio comunale di Pizzo, fino alla foce del torrente Turrina, sul litorale di Curinga.

L’area è riconosciuta come Zona speciale di conservazione della Rete Natura 2000, con codice IT9330089, in applicazione della direttiva europea Habitat 92/43/Cee. Un regime di tutela che, ricorda l’associazione, vieta le attività potenzialmente in grado di provocare incidenze significative e deteriorare gli habitat naturali delle specie protette.

Il problema, tuttavia, non riguarderebbe soltanto le aree formalmente inserite nella zona tutelata. L’utilizzo di mezzi meccanici viene infatti sconsigliato anche sui tratti di litorale esterni, poiché tartarughe marine e fratini possono scegliere per la nidificazione qualsiasi spiaggia sabbiosa che presenti condizioni adatte.

L’allarme arriva nel pieno della stagione riproduttiva. In questo periodo le tartarughe risalgono durante la notte dal mare e depongono le uova in buche profonde pochi decimetri, successivamente ricoperte di sabbia. I fratini, invece, hanno già deposto le uova o accudiscono pulcini che, nelle prime fasi della loro vita, non sono ancora in grado di volare.

«Uova e pulcini rischiano di essere travolti»

Per il Wwf, far transitare mezzi pesanti sulle spiagge in questa fase significa esporre i nidi a un rischio concreto. Le ruspe potrebbero schiacciare le uova già deposte, cancellare le tracce lasciate dalle tartarughe sulla sabbia o travolgere i piccoli di fratino.

La spianatura del litorale potrebbe inoltre compromettere la vegetazione tipica delle dune, nella quale rientra anche il giglio di mare, specie caratteristica degli ambienti costieri sabbiosi.

La cancellazione delle tracce renderebbe inoltre più difficile il lavoro dei volontari impegnati nei monitoraggi. Gli operatori del Wwf utilizzano anche droni per individuare i punti nei quali le tartarughe hanno deposto le uova, così da delimitare e mettere in sicurezza i nidi fino al momento della schiusa.

L’associazione non contesta la necessità di rimuovere i rifiuti accumulati lungo il litorale, ma chiede che le operazioni vengano effettuate nei periodi più adatti e, per quanto possibile, manualmente.

Tra il 2019 e il 2020, ricorda il Wwf, proprio lungo quel tratto di costa era stato realizzato un progetto finanziato dalla Regione e proposto dall’associazione ambientalista, che aveva consentito di eliminare manualmente tonnellate di rifiuti accumulati nei decenni precedenti.

«La sopravvivenza e la vita di questi animali, che non hanno altri tempi e ambienti per riprodursi, valgono molto di più di una spiaggia spianata e lisciata», sottolinea il WWF, rivolgendosi direttamente alle amministrazioni locali affinché impediscano ulteriori danni agli ecosistemi costieri. «In caso contrario - concludono - più che di Feste del Mare, si continuerà a fare la festa al mare».