“Il mare d’inverno” è il racconto di un'esperienza nata a Vibo Valentia e diventata un modello di collaborazione tra magistratura e ricerca scientifica. Il libro del procuratore della Repubblica di Potenza Camillo Falvo e del biologo marino Silvio Greco, è stato presentato alla Tonnara di Bivona. L'incontro, moderato dalla giornalista Rai Karen Sarlo, si è svolto alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose del Vibonese.

Il volume ripercorre l'attività avviata nel 2021 dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, allora guidata da Camillo Falvo, in seguito alle circa 120 mila segnalazioni annue sulle cattive condizioni del mare e sulle ripercussioni per il comparto turistico. Da quell'emergenza è nato un percorso che ha coinvolto magistratura, forze dell'ordine e comunità scientifica grazie alla collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn, attraverso la sede di Amendolara diretta da Silvio Greco. Un lavoro che ha consentito di individuare le principali cause dell'inquinamento, promuovere una maggiore attenzione verso i reati ambientali e favorire una crescente partecipazione di istituzioni, imprese, associazioni e cittadini.

«Abbiamo scelto di presentare questo libro a Vibo perché è qui che è nata questa esperienza», ha spiegato Camillo Falvo. «La Tonnara di Bivona è un luogo simbolico, dove tante volte abbiamo parlato delle problematiche del mare. Sono contento di tornare a Vibo, al di là della presentazione del libro».

Alla Tonnara di Bivona la presentazione del libro "Il mare d'inverno" scritto dal procuratore della Repubblica di Potenza Camillo Falvo, già procuratore di Vibo Valentia, e dal biologo marino Silvio Greco.

Il procuratore ha ricordato il lavoro svolto durante gli anni alla guida della Procura vibonese: «Abbiamo messo in campo un'attività investigativa molto importante, accompagnata da un grande supporto scientifico della Stazione Zoologica Anton Dohrn, per cercare di capire quali fossero le cause dell'inquinamento. Credo che almeno a questa domanda siamo riusciti a dare una risposta. Il libro racconta soprattutto come la collaborazione tra tutte le istituzioni, insieme ai commercianti, agli imprenditori e ai cittadini, possa produrre risultati».

Falvo ha evidenziato anche il cambiamento registrato nel territorio: «Se penso a quando abbiamo iniziato, subito dopo il lockdown, credo che sia cresciuta la consapevolezza da parte della politica, degli amministratori e della società civile. Sono nate associazioni che hanno sostenuto questo percorso e i risultati si vedono anche nella diminuzione delle segnalazioni. Il mare presenta ancora delle criticità, ma molta strada è stata fatta e altra resta da percorrere».

Per Silvio Greco, Il mare d'inverno rappresenta «il racconto di cinque anni di un'esperienza unica in Italia. Tutto nasce dalla convenzione tra la Procura della Repubblica di Vibo Valentia e la Stazione Zoologica Anton Dohrn: l'incontro tra giustizia e scienza. Il procuratore Falvo aveva capito che i normali controlli non erano sufficienti e che serviva comprendere il quadro complessivo del fenomeno».

Secondo il biologo marino, il lavoro svolto può diventare un modello anche per altri territori: «Dobbiamo proteggere l'ecosistema marino perché significa proteggere anche la nostra salute. Tutti i danni che provochiamo al mare, prima o poi, ricadono sulle persone».

Greco ha spiegato che gli ultimi monitoraggi restituiscono un quadro complessivamente positivo, con alcune criticità concentrate soprattutto nelle foci dei torrenti e nelle aree portuali, già note e non destinate alla balneazione.

Nel suo intervento ha infine rivolto un appello alla responsabilità collettiva: «Quando abbiamo iniziato questo percorso molti pensavano che il problema fosse soltanto quello dei depuratori. Dopo cinque anni di lavoro abbiamo capito che questi rappresentano circa il 40% delle cause. Il resto dipende dagli scarichi illegali e dai comportamenti delle persone. In altre parole, una parte consistente del problema dipende da noi. Per questo la tutela del mare passa anche dalle scelte quotidiane di ciascun cittadino».