«Lungo l’intera costa tirrenica calabrese il moto ondoso sta determinando la formazione di schiume superficiali correlate all’intensa fioritura di microalghe marine favorita nei giorni di elevate temperature, scarso riciclo d’acqua e irraggiamento». È quanto comunica, in una nota diramata alla stampa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria aggiungendo che «in alcuni tratti la concentrazione di clorofilla è tale da influenzare anche la colorazione delle acque, conferendo al mare le caratteristiche tonalità verdi e marroni osservate a seguito della decomposizione delle fioriture.

Il monitoraggio Arpacal

Le attività Arpacal, fa inoltre sapere l’Agenzia, «hanno impegnato il personale su più fronti: dai campionamenti per le analisi microbiologiche, finalizzati ad accertare la salubrità delle acque di balneazione, ai campionamenti nei corpi idrici che sfociano in mare, tra cui il fiume Angitola, per approfondire il ruolo delle pressioni antropiche nell’arricchimento di nutrienti che favoriscono la crescita delle microalghe».

I risultati delle analisi sui campioni prelevati e trasferite ai Laboratori Arpacal, aperti anche sabato e domenica, si fa rilevare, «vengono aggiornati costantemente sul sito istituzionale e forniscono una fotografia puntuale dello stato delle acque nei tratti monitorati lungo la costa tirrenica».

Parallelamente sono stati effettuati interventi operativi, «come a Scilla, dove il drone d’acqua ha consentito di rimuovere efficacemente gli accumuli di schiuma superficiale sotto gli occhi dei bagnanti, contribuendo a migliorare le condizioni dello specchio d’acqua».
 

L’Agenzia sottolinea il proprio ruolo di controllo e monitoraggio a tutela della salute dei bagnanti e degli ecosistemi marini, tuttavia «la tutela del mare richiede l’impegno di tutte le istituzioni competenti: il monitoraggio e la conoscenza devono tradursi in azioni concrete per ridurre le pressioni ambientali che insistono sui nostri corsi d’acqua e sulle coste. Il mare – conclude Arpacal - ci restituisce ogni scelta che compiamo sulla terra. Per questo dati, monitoraggio e conoscenza rappresentano il punto di partenza per le autorità che possono attuare interventi concreti e mirati per garantire una tutela duratura dell’ambiente marino. Proteggere il mare significa proteggere anche noi stessi».