L’ex presidente di Circoscrizione di Vibo Marina Pino Alviano ha inviato una Pec al ministro Salvini, al presidente Occhiuto e alle Ferrovie dello Stato denunciando i rischi per la tenuta della massicciata ferroviaria: «In pericolo anche case e strade»
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Si è messo davanti allo schermo per computer e ha digitato l’ennesima segnalazione alle “autorità competenti”. Questa volta i nomi dei destinatari in testa alla missiva sono altisonanti più del solito: dal ministro per le Infrastrutture e i trasporti Matteo Salvini ai vertici delle Ferrovie dello Stato, fino al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Il mezzo scelto è la Pec, per dare al tutto una forma ufficiale. L’oggetto è l’erosione costiera che morde voracemente tutta la costa tirrenica, in questo caso quella di Briatico e, ancora più nello specifico, Punta Scrugli.
L’iniziativa è di Pino Alviano, già presidente di Circoscrizione a Vibo Marina, e ora attivista sempre presente nelle battaglie per il territorio: dalla sicurezza stradale alle tematiche ambientali. Qui, nel tratto di costa che segna l’inizio del territorio di Briatico procedendo verso sud, a rischio c’è soprattutto un pezzo della tratta ferroviaria litoranea Eccellente-Rosarno. La parte più esposta alle mareggiate è quella che da Bivona arriva nei pressi della spiaggia Buccarelli. In mezzo c’è Punta Scrugli, dove Alviano peraltro risiede.
Alla segnalazione, il promotore, da ex ferroviere, allega un ricco dossier fotografico frutto di un recente sopralluogo nel quale ho potuto constatare come la situazione si presenti fortemente critica su più fronti. Alle stradelle fangose, si aggiungono sottopassi ferroviari allagati e manufatti crollati nonché opere di contenimento divelte dai marosi.
«Più volte ho disturbato gli ex colleghi di Lamezia Terme per segnalare le anomalie che negli hanno ho sempre riscontrato - spiega Alviano -. Le richieste di sopralluogo sono sempre state accolte e prontamente portate avanti dal personale, specie quando i marosi hanno creato un danno alla scarpata della ferrovia, al chilometro 19, e si rischiava addirittura il blocco della circolazione dei treni. In quel caso, si è poi optato per una marcia a vista, considerando i rischi di un possibile crollo della massicciata».
Ora, chiarisce Alviano, «ho deciso di rivolgermi al ministro e al presidente della Regione con lo spirito di chi ha sempre combattuto per evitare le tragedie finché si è in tempo per farlo. Purtroppo, dopo l’ultima mareggiata dei giorni scorsi, ho potuto verificare che la situazione non è delle migliori: ho trovato nuove frane, scogliere spazzate via, strade di accesso alle case sovrastanti il chilometro 20 della ferrovia franate per metà carreggiata, terreni di proprietà FS franati a pochi metri dalle case, di cui una versa in serio pericolo di crollo». E l’autunno, che si prevede particolarmente piovoso, non promette niente di buono.
Il problema non è nuovo: negli anni qui il mare ha eroso ampie porzioni di litorale. «Il vecchio casale di Punta Scrugli - afferma Alviano - distava dalla battigia più di 300 metri. Oggi il mare ha portato via tutto, mettendo in serio pericolo le abitazioni più vicine e il tracciato della linea ferrata a monte. Già negli anni ’60-‘70 avevano provveduto a mettere una protezione vicino alla massicciata, l'ultimo intervento di consolidamento risale a circa tre anni addietro ma l’azione delle onde ormai ha devastato tutto».
Da qui il nuovo appello di Alviano, l’ultimo di una serie. «La mia perplessità nasce dal fatto che nonostante le ripetute segnalazioni, sia da parte mia che da parte del personale ferroviario di Lamezia, nessuno si è posto il problema di fare un serio sopralluogo per verificare la situazione. Spero che scrivendo al ministro e alle altre autorità qualcosa si possa finalmente smuovere», conclude.


