Alla vigilia del sit-in davanti alla Cittadella regionale organizzato dai comitati civici a difesa della sanità vibonese, l’Asp cerca di disinnescare la protesta affidando a una nota precisazioni destinate a pesare nel confronto sul servizio di Emodinamica: il modello “itinerante”, cioè attivabile a chiamata, non dovrà rappresentare la soluzione definitiva per il territorio vibonese. L’obiettivo condiviso resta quello di arrivare a una struttura ordinaria e stabile, mentre allo Jazzolino l’Azienda punta intanto ad attivare un laboratorio in grado, secondo le proprie stime, di trattare direttamente il 95% delle urgenze cardiologiche entro le 72 ore.

La precisazione arriva al termine dell’incontro istituzionale tenutosi il 15 settembre tra i vertici dell’Asp, l’Ordine dei medici e il Comitato ristretto della Conferenza dei sindaci. Un confronto che precede la manifestazione convocata per domani, giovedì 17 settembre alle 10.30, davanti alla sede della Regione Calabria a Catanzaro dall’Osservatorio civico Città Attiva, dal Comitato San Bruno e dal Comitato regionale “Sulla Nostra Pelle”. I promotori hanno invitato a partecipare proprio i sindaci vibonesi e i vertici dell’Asp, chiedendo che alle prese di posizione delle ultime settimane segua una presenza concreta alla protesta.

«L’itinerante non è il punto di arrivo»

Al tavolo convocato dall’Asp hanno partecipato, tra gli altri, il commissario straordinario Angelo Vittorio Sestito, il direttore sanitario Ilario Lazzaro, il direttore della Cardiologia-Utic Michele Comito e il presidente dell’Ordine dei medici Vincenzo Natale. Per la Conferenza dei sindaci erano presenti il presidente Salvatore Fortunato Giordano e i sindaci di Vibo Valentia, Pizzo e Vazzano, Enzo Romeo, Sergio Pititto e Vincenzo Massa.

È proprio sul significato dell’“Emodinamica itinerante” prevista dalla delibera di Giunta regionale 400/2026 (obiettivo della protesta di domani) che l’Asp prova ora a fare chiarezza. Il progetto, sostiene l’Azienda, non deve essere percepito come «una soluzione definitiva o alternativa» alla realizzazione di un servizio ordinario e stabile.

Il modello itinerante viene quindi definito come uno strumento transitorio per garantire prestazioni oggi non disponibili direttamente a Vibo, senza rinunciare alla prospettiva indicata dal Dca 78/2024. Tutti i partecipanti alla riunione, riferisce l’Asp, hanno infatti condiviso la necessità che l’Emodinamica ordinaria venga inserita nella programmazione e realizzata insieme al nuovo ospedale di Vibo Valentia.

Un passaggio che arriva dopo settimane di forti contestazioni. Il 17 agosto la Conferenza dei sindaci aveva espresso formalmente «profondo dissenso e rammarico» verso il modello itinerante, chiedendo alla Regione un servizio permanente, personale dedicato e tempi certi. La critica principale riguardava soprattutto l’assenza di una struttura operativa H24 per le emergenze cardiologiche.

Allo Jazzolino un laboratorio per i casi gestibili entro 72 ore

Nel frattempo l’Asp intende procedere con l’allestimento della sala allo Jazzolino. L’Azienda fa sapere di avere già pianificato i lavori di adeguamento dell’ex sala operatoria e programmato l’acquisto delle apparecchiature, che in futuro potranno essere trasferite nel nuovo ospedale.

Secondo quanto illustrato nel corso della riunione, il laboratorio consentirebbe di trattare direttamente a Vibo circa il 95% delle casistiche gestibili entro 72 ore, evitando il trasferimento negli ospedali di Catanzaro. Diverso il discorso per il restante 5%, rappresentato dai casi di emergenza: questi continueranno nella fase iniziale a essere trattati negli Hub regionali, in modo da garantire – sottolinea l’Asp – gli attuali livelli di sicurezza e appropriatezza.

L’esperienza maturata attraverso questo primo modello dovrebbe servire anche alla formazione e alla crescita dell’intera équipe sanitaria, con l’obiettivo dichiarato di arrivare nel nuovo ospedale alla gestione anche delle urgenze.

La Conferenza dei sindaci prende atto delle precisazioni dell’Asp ma mantiene fermo il punto già posto nelle scorse settimane: il traguardo deve essere un’Emodinamica capace di assicurare non soltanto gli interventi programmati ma anche quelli urgenti, nel rispetto di quanto previsto dal Dca 78/2024.

Domani la protesta alla Regione

Ed è proprio su questo confine tra fase transitoria e soluzione definitiva che si innesta il sit-in di domani alla Cittadella regionale. I comitati continuano infatti a chiedere un servizio stabile e H24 e contestano l’idea che i pazienti colpiti da infarto debbano dipendere dai trasferimenti verso altre province.