In ricordo di Consolato Campolo, la struggente lettera all’ex dirigente dell’Asp di Vibo

Ad un anno dalla scomparsa, che ricorre il 26 settembre, i suoi amici e colleghi rendono omaggio ad «un “uomo buono”, un sognatore, ma soprattutto un amico (con “A” maiuscola)»
Ad un anno dalla scomparsa, che ricorre il 26 settembre, i suoi amici e colleghi rendono omaggio ad «un “uomo buono”, un sognatore, ma soprattutto un amico (con “A” maiuscola)»
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Dai colleghi e amici dell’ex dirigente delle Asp di Vibo Valentia e Reggio Calabria, Consolato Campolo, a pochi giorni dal primo anniversario dalla morte – che ricorre il 26 settembre -, riceviamo e pubblichiamo: “Rare volte capita di riscontrare un giudizio così unanime sulle doti umane di una persona che ha operato ed agito per il cambiamento. In una terra come la nostra, dove prevalgono parzialità e criticismi, il tuo impegno quale dirigente all’Asp di Vibo Valentia e presso l’Asp di Reggio Calabria per il risanamento dei conti si è caratterizzato per generosa bontà, ispirazione al bene comune, per nulla alterato dalla durezza dell’esperienza, dall’egoismo e dal realismo che la vita spesso suggerisce. Il tuo lavoro è stato una trasparente ed incondizionata dedizione al servizio della collettività, proprio oggi, proprio di questi tempi in cui sembra essere dimenticata la dimensione collettiva delle nostre vite individuali. A noi hai donato tanto a partire dalla tua onestà indifesa, testarda perché al servizio di valori profondi e radicati, dalla tua passione che si traduceva in voglia di imparare costantemente ed accettare le sfide sapendo di potere sperare nei risultati perché umilmente procedevi a mani nude, metro per metro, libero e allo stesso modo responsabilizzato. Non possiamo dimenticare quanto ci hai confessato riprendendo a guidare la moto “sono felice… mi sento libero”. Ci hai lasciato troppo presto a soli 51 anni, proprio mentre stavi raccogliendo quello che di buono avevi seminato, ma siamo felici di poter dire che abbiamo trascorso insieme momenti bellissimi, spensierati, pieni (forse il nostro inconscio aveva già capito); come non ricordare di quella volta che ti arrabbiasti così tanto per uno scherzo che non ti avevamo fatto… per poi continuare a ridere e scherzare come se nulla fosse mai accaduto. E’ questa la vera Amicizia. Il tuo sorriso accattivante che rimane indelebile nei nostri occhi ci manca davvero tanto e durante le serate passate insieme ognuno di noi ancora lo cerca smarrito. Dovunque tu sia in quell’angolo di paradiso, ci siamo anche noi per ridere e scherzare perché la vita come dicevi tu va vissuta a pieno ed alla propria maniera (per questo amavi ed hai cantato con noi in una delle ultime serate passate insieme “My way” di Frank Sinatra). I tuoi amici ed i compagni di viaggio”.

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