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I carabinieri di Reggio Calabria hanno disarticolato due diversi gruppi criminali che si erano appropriati illecitamente di circa 4 milioni di euro dei risparmiatori

Cronaca

C’è anche il direttore della filiale di Poste italiane di San Gregorio d’Ippona, Caterina Camillò, 52 anni di Vibo Marina, tra le 29 persone, destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Reggio Calabria e accusate di far parte di due distinti gruppi criminali operanti principalmente nel territorio reggino e dediti al furto e alla illecita appropriazione di titoli, buoni fruttiferi, libretti postali e liquidità giacenti su conti correnti. La donna è stata posta agli arresti domiciliari

In particolare, i carabinieri di Reggio Calabria, hanno annotato oltre 3.000 operazioni illecite, 45 persone derubate, per un giro illecito di circa 4 milioni di euro. Sono i numeri, tuttora solo parziali, dell'operazione denominata “Mosaico”, che ha visto l'esecuzione, come detto, di 29 misure cautelari: 11 in carcere e 18 agli arresti domiciliari, per altrettanti indagati di appartenere a due distinte associazioni per delinquere. Unico comune denominatore era il modus operandi, quasi sovrapponibile, con cui le due associazioni, una delle quali capeggiata dai nipoti del boss Giuseppe Commisso detto “'u mastro”, indiscusso capo dell'omonima cosca di 'ndrangheta di Siderno, e l'altra capeggiata da un direttore di un ufficio postale, agivano per rubare denaro a vittime per lo più indifese, tutte persone anziane. Dipendenti infedeli delle Poste Italiane, alcuni dei quali già licenziati, permettevano alle organizzazioni di riscuotere i buoni postali o il denaro dei conti correnti aggrediti, senza incorrere nei controlli. Un dipendente onesto, però, riferiscono i carabinieri, si è accorto che qualcosa non tornava, ed ha permesso alla Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria di iniziare l'indagine con il coordinamento del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni. Il procuratore vicario, Gaetano Paci, stamani ha lanciato un appello affinché chiunque abbia motivo fondato di credere di essere stato derubato dei propri risparmi sporga denuncia. Gli inquirenti ritengono che i numeri dell'inchiesta potrebbero aumentare.