Evasione fiscale e bancarotta: sequestro da 2,3 milioni di euro a imprenditori della ristorazione – Nomi

L’operazione della Guardia di finanza di Vibo ha colpito due società riconducibili a sette persone dello stesso nucleo familiare operanti a Pizzo

L’operazione della Guardia di finanza di Vibo ha colpito due società riconducibili a sette persone dello stesso nucleo familiare operanti a Pizzo

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I finanzieri del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo e per equivalente, per un importo di oltre 2,3 milioni di euro, emesso dal locale Tribunale, avente per oggetto due società, la Futura Srl e la I. F. Immobiliare Srl, comprensive dei rispettivi complessi aziendali, riconducibili a sette soggetti, appartenenti al medesimo nucleo familiare, la famiglia Isolabella, operanti nel settore della grande ristorazione nella cittadina di Pizzo Calabro. L’operazione rappresenta l’epilogo di una complessa attività d’indagine in materia economico-finanziaria svolta nel settore fallimentare, eseguita dalle Fiamme gialle sotto la costante direzione del sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Benedetta Callea. La meticolosa inchiesta, condotta dai militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, ha permesso di disvelare un fraudolento sistema che ha condotto un’impresa, la Ispro Srl, al fallimento, distraendone rami aziendali produttivi, attraverso la scissione e la cessione degli stessi ad altre società appositamente create, generando una “scatola vuota”, depredata e gravata da soli debiti. (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

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I diversi amministratori di fatto e di diritto, nominati nel tempo, tutti indagati (Francesco Isolabella, 69 anni, di Francavilla Angitola, Carmelita Isolabella,67 anni, di Pizzo, Paolo Isolabella, 23 anni, di Francavilla Angitola, Bruno Pezzo, 41 anni, di Sant’Onofrio, Caterina Pettinato, 38 anni, di Francavilla Angitola, Massimiliano Lo Turco, 49 anni, di Pizzo, e Dario Gaetano, 50 anni, commercialista di Lamezia Terme), secondo l’accusa hanno condotto al fallimento la prima impresa attraverso il sistema della spoliazione dell’attivo patrimoniale, mediante la creazione di due aziende gemelle della fallita, la Futura Srl e la I. F. Immobiliare Srl appunto, operanti nel medesimo settore economico, nelle quali venivano fatti confluire beni e poste attive, con l’unico intento di non soddisfare le pretese creditorie accumulate, tra cui in modo principale l’erario. Per tale motivo, in esecuzione del provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro, finalizzato alla successiva confisca, un bar, 4 immobili, disponibilità finanziarie ed un veicolo, al fine di garantire il ceto creditorio e la corretta pretesa erariale, poiché l’impresa aveva parimenti sottratto al fisco oltre 1 milione di euro di imposte non versate. L’operazione conclusa si inserisce pienamente nell’ampio dispositivo trasversale ed unitario di natura economico-finanziaria, messo in atto quotidianamente dalla Guardia di finanza a tutela dell’erario, dei creditori e delle imprese sane, in un territorio che vede anche una diffusa presenza della criminalità organizzata.