Nel Vibonese comincia a fare rumore il caso dei fedeli che svengono durante le messe celebrate nelle parrocchie di Vena Media e Vena Inferiore da don Carlo Alberto Piro, sacerdote della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.

La storia del cristianesimo ci racconta di un pullulare di persone che cadono in catalessi durante funzioni o riti, per poi riprendersi normalmente. Il Vangelo è pieno di questi racconti. Un «mistero» che, quindi, tale non è, almeno per i credenti, fermo restando che quando si parla di casi del genere bisogna andare con i piedi di piombo e con estrema cautela, in particolare per cercare di capire se si tratta di episodi che rientrano in questo campo o di mera suggestione.

Di certo quanto avviene durante la celebrazione eucaristica nelle chiese di Vena Media e Vena Inferiore non è un bluff. Chi conosce don Piro, infatti, sa che egli è un sacerdote «vero», perfettamente conscio della sua missione, e che avrebbe voluto tutto tranne che attorno a lui si registrasse tutto questo clamore. Tant’è che in questa fase ha deciso di porsi in certosino silenzio, in spirito di obbedienza e in piena sintonia con il vescovo Attilio Nostro.

La vocazione adulta e l’ordinazione sacerdotale

don Carlo Alberto Piro

Nato a Nicotera 60 anni fa, ha abbracciato la vocazione presbiterale in età adulta ed è stato ordinato il 29 maggio 2021 nella basilica cattedrale di Mileto dall’allora vescovo monsignor Luigi Renzo. Una scelta profondamente meditata, la sua, scaturita in modo ancora più forte dopo l’immenso dolore provato per la prematura morte della fidanzata. Da lì la decisione di donarsi in atto di totale abbandono a Cristo e alla Chiesa.

Dal racconto dei suoi parrocchiani emerge la figura di un parroco amabile e umile, votato esclusivamente a riportare le «pecore» al Buon Pastore, sempre pronto a spendere una buona parola per aiutare i fedeli e tutti coloro che a lui si rivolgono. Tra l’altro, pensa a tutto tranne che a essere dotato di doni mistici. Di certo, però, don Piro è conscio del fatto che, così come del resto garantisce lo stesso Gesù nel Vangelo, la fede può smuovere le montagne.

Gli svenimenti durante l’Eucaristia

I casi saliti all’onore della cronaca parlano di svenimenti che avvengono, in particolare, nel momento della santa messa in cui si celebra il sacrificio eucaristico. Perdite dei sensi della durata di pochi minuti, a cui farebbe seguito un pronto ritorno alla normalità e alla ripresa delle proprie funzioni.

Personalità, anche all’interno della Chiesa, affermano che possa trattarsi di casi tipici di «guarigione spirituale». Come detto, episodi per nulla rari nella storia del cristianesimo, anzi.

Le parole di San Paolo

Allora perché tanto clamore? Forse la risposta ce la dà San Paolo nella Prima lettera ai Corinzi, quando afferma: «E mentre i giudei chiedono i miracoli e i greci cercano la Sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani». Parole «sante»… specialmente di questi tempi.