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Il rogo è scoppiato alle prime luci dell'alba nella struttura allestita dopo lo sgombero della baraccopoli. Sono cinque i migranti deceduti, per varie cause, negli ultimi anni a San Ferdinando

Cronaca

Si continua a morire a San Ferdinando. Stamani, poco prima delle sei, è divampato un incendio all’interno della nuova tendopoli. C’è una vittima. Ancora in corso le attività per risalire alla sua identificazione. Sul posto vigili del fuoco, agenti della polizia e carabinieri. Presente anche la Flai Cgil di Gioia Tauro con il segretario Rocco Borgese il quale, insieme ai sindacalisti, sta monitorando la situazione e fornendo assistenza ai migranti.

Meno di due settimane fa la Prefettura di Reggio Calabria attraverso le forze dell’ordine aveva smantellato la baraccopoli in cui tra il 2018 e l ‘inizio del 2019 si sono registrati vari roghi tre dei quali mortali. A San Ferdinando nella vecchia tendopoli sono morti Sekine Traoré (ucciso da un colpo di pistola esploso da un carabiniere), Becky Moses, Surawa Jaithè, Ba Moussa. Lì viveva anche Soumaila Sacko, ucciso a San Calogero mentre cercava lamiere per una baracca. Dopo lo smantellamento in tutto sono quasi mille i migranti presenti nella tendopoli. Stamani quindi, l’ennesima tragedia nella piana di Gioia Tauro. Tende o baracche la dinamica è sempre uguale: si continua a morire. I migranti che per ripararsi dal freddo, o per cucinare, accendono piccoli fuochi e le fiamme che divampano.      LEGGI ANCHE: Omicidio Sacko a San Calogero, la Cassazione: «Pontoriero deve restare in carcere»

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