Estorsione e sequestro di persona a Vibo: assolti marito e moglie

Prescrizione per il reato di violenza privata. Secondo l’accusa, un imprenditore sarebbe stato costretto a cedere somme per oltre due miliardi di lire

Prescrizione per il reato di violenza privata. Secondo l’accusa, un imprenditore sarebbe stato costretto a cedere somme per oltre due miliardi di lire

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Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Giulio De Gregorio, ha assolto Nicolino Franzè, 60 anni, di Vibo Valentia, residente in località Aereporto, e Rosalba Baldo, 56 anni, anche lei residente in località Aereporto. Altri capi di imputazione a carico di Nicolino Franzè, esclusa la recidiva contestata, sono stati dichiarati estinti per intervenuta prescrizione. Per Nicolino Franzè, il pm Olimpia Anzalone aveva chiesto la condanna a 8 anni ed 8 mesi di reclusione, mentre per la moglie Rosalba Baldo era stata chiesta l’assoluzione. Nello specifico, i due imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste in relazione all’accusa di concorso in estorsione poiché “mediante violenza e minaccia, anche con l’uso di un’arma – si legge nel capo d’imputazione – avrebbero costretto Rosario Lo Schiavo a consegnargli somme di denaro di cui la parte offesa era venuta in possesso in virtù dell’accesso a contributi a fondo perduto derivanti dalla legge 488”. L’importo sarebbe stato di 1.540.000,00 di lire, più altre somme per un totale complessivo di due miliardi e duecento milioni di lire. Nicolino Franzè era quindi accusato di essersi fatto consegnare da Lo Schiavo dal 2000 al 2002 tutti i blocchetti di assegni firmati in bianco, “altrimenti lo avrebbe ammazzato, così determinando la fuga della parte offesa al santuario di San Francesco a Paola”. All’imputato venivano quindi contestate altre minacce di morte ai danni sempre di Lo Schiavo una volta che la parte offesa aveva iniziato a denunciare ed anche prima per ottenere la locazione di un capannone e di un’abitazione. Gli episodi di violenza privata sono stati però caduti in prescrizione. Assoluzione, invece, per il reato di sequestro di persona. Nicolino Franzè (in foto) era difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Francesco Arena, Rosalba Baldo dall’avvocato Di Renzo. La parte offesa era invece assistita dall’avvocato Giovanna Fronte. 

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