Ricettazione di una pistola, condannato 36enne di Nicotera

La Cassazione conferma la pena decisa lo scorso anno dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Prescritti i reati di detenzione e porto illecito di arma da fuoco

La Cassazione conferma la pena decisa lo scorso anno dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Prescritti i reati di detenzione e porto illecito di arma da fuoco

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Confermata dalla Cassazione la condanna a due anni e due mesi di reclusione nei confronti di Gregorio Congiusti, 36 anni, di Nicotera, ritenuto responsabile di ricettazione di una pistola provento di furto. In primo grado Congiusti era stato condannato anche per detenzione e porto illeciti della medesima pistola, ma tali reati sono caduti in prescrizione in appello e, pertanto, la Corte d’Appello di Catanzaro l’1 febbraio dello scorso anno ha rideterminato la pena. Per i giudici, per quanto attiene alla ricettazione l’istruttoria aveva fornito le prove del delitto grazie a conversazioni intercettate – ritenute genuine e di portata indubbia – dalle quali emergeva che l’imputato aveva diretta conoscenza di fatti criminosi per avere ad essi partecipato (così rivelava dove la pistola era nascosta ed evidenziava di avere la disponibilità di quell’arma) e ciò andava unito alla natura di compendio di furto della pistola stessa, che Congiusti aveva contribuito ad occultare. Secondo la Cassazione, la Corte d’Appello di Catanzaro ha emesso una sentenza con una “motivazione lineare e coerente nonché priva di balzi logici”, dove è stata data “spiegazione del significato delle espressioni considerate nelle intercettazioni, traendo da esse il convincimento del possesso della pistola da parte del ricorrente il quale aveva affermato di averla “tenuta”.

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