Narcotraffico: operazione Malapianta, asse fra Mileto e San Leonardo di Cutro – Video

Fra i fermati anche Vincenzo Antonio Mazzeo, ritenuto al vertice di un’organizzazione dedita a trattare cocaina

Fra i fermati anche Vincenzo Antonio Mazzeo, ritenuto al vertice di un’organizzazione dedita a trattare cocaina

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C’è anche Vincenzo Antonio Mazzeo, 75 anni, di Mileto, fra gli arrestati dell’operazione antimafia “Mala pianta” della Dda di Catanzaro che ha colpito il clan Mannolo di San Leonardo di Cutro. A Vincenzo Mazzeo viene contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, oltre a singole cessioni di considerevoli quantitativi di cocaina ai Mannolo. Le indagini della Guardia di Finanza hanno permesso di delineare i tratti essenziali dell’organizzazione e la natura dei rapporti intercorrenti con i Mannolo. Il sodalizio vibonese risultava strutturato ed articolato nella composizione organica. L’inchiesta ha così portato all’identificazione di Vincenzo Antonio Mazzeo, 75 anni, di Mileto, residente in via Maggiore.  Secondo la ricostruzione operata dalle analisi di polizia giudiziaria, Mazzeo occuperebbe una posizione gerarchica di assoluto rilievo nell’organigramma strutturale vibonese i cui componenti devono ancora essere compiutamente identificati ma che ruotano intorno a “famiglie” legate a Mazzeo già colpite dall’operazione “Stammer”. Mazzeo nell’organigramma dell’organizzazione con sede a Mileto avrebbe assunto un ruolo direttivo e decisionale, certamente condiviso con altri sodali, ancora da identificare. La funzione operativa di Vincenzo Mazzeo, secondo gli inquirenti, è “comprovata da incontrovertibili risultanze intercettive che hanno permesso di qualificarne la condotta e contestualizzarla nelle relazioni intessute con i Mannolo”. In particolare, Vincenzo Mazzeo avrebbe gestito i rapporti creditori/debitori intercorrenti tra le due organizzazioni criminali generati dagli approvvigionamenti di sostanza stupefacente (cocaina), prendendo materialmente somme di denaro consegnate da Mario Mannolo di San Leonardo di Cutro. 

A riprova del vincolo associativo vi è la significativa circostanza che il narcotico prelevato dai Mannolo era “finanziato dall’organizzazione vibonese, capeggiata da Mazzeo, la quale lo acquistava e cedeva in “contro vendita” al clan di San Leonardo di Cutro che lo commercializzava, attraverso le reti periferiche, utilizzando, spesso, analoga procedura”. Il 17 marzo 2018 veniva censito un primo episodio di approvvigionamento di sostanze stupefacenti, avvenuto in provincia di Vibo Valentia, in un’area circoscritta al comune di Sant’Onofrio, tra le ore 11:50 e le ore 12:40. Venivano quindi individuate zone di interesse investigativo, ricadenti nel Vibonese ed adiacenti alla frazione di Comparni del comune di Mileto, accuratamente attenzionata in quanto ritenuta uno dei siti strategicamente più importanti per le forniture di narcotico. Mazzeo è quindi accusato di aver ceduto a Pasquale Gentile e Margherita Mannolo 350 grammi di cocaina (sequestrata il 5 maggio 2018) per un importo di 14mila euro. La cessione per gli investigatori è avvenuta a Comparni di Mileto, mentre la Guardia di Fianza è riuscita a fotografare anche un incontro – avvenuto al centro commerciale “Due Mari” – fra Mario Mannolo e Vincenzo Mazzeo che nell’occasione era accompagnato da un ragazzo minorenne di Mileto.