Vicende diverse all’esame dei giudici su ricorso dei difensori. Stupefacenti e detenzione di armi al centro delle contestazioni
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Arrivano altre tre decisioni del Tribunale del Riesame di Catanzaro per le posizioni attinte da misura cautelare nell’ambito dell’operazione antimafia denominata Jerakarni. Resta in carcere Gregorio Suriani, 38 anni, di Vibo Valentia, ma i giudici escludono per lui le aggravanti delle finalità mafiose nelle contestazioni. E’ difeso dall’avvocato Santo Cortese. Ordinanza invece annullata con conseguente rimessione in libertà (si trovava in carcere) per Aurelia Klaudia Solecka, 26 anni, di nazionalità polacca ma residente a Rombiolo, alla quale vengono contestati quattro capi di imputazione. Solecka è difesa dagli avvocati Santo Cortese e Gabriella Riga.
In particolare, Gregorio Suriani e la compagna Aurelia Solecka sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, in collegamento con il clan Emanuele-Idà di Gerocarne, ed avrebbero curato – ad avviso della Dda – la rete di distribuzione della sostanza stupefacente con riferimento alle piazze di spaccio ricadenti nelle zone di Rombiolo e territori limitrofi. A Solecka e Suriani vengono poi contestati due episodi di spaccio di cocaina e il ricevimento da Marco Idà e Michele Idà (cl ’97), entrambi di Gerocarne e indagati, di ingenti quantitativi di marijuana e cocaina da rivendere sulla piazza di spaccio di Rombiolo.
Lascia invece il carcere per gli arresti domiciliari Gianluca Serrao, 35 anni, di Ionadi, difeso dagli avvocati Diego Brancia e Salvatore Sorbilli. In questo caso il Tribunale del Riesame di Catanzaro su due capi di imputazione ha annullato per uno la misura per cautelare e per il secondo ha escluso l’aggravante mafiosa. Gianluca Serrao deve rispondere di detenzione illegale di armi da fuoco (pistole), una delle quali portata in luogo pubblico ed utilizzata per minacciare nel novembre 2022 un automobilista che gli avrebbe fatto segno di camminare.



