venerdì,Maggio 20 2022

Investigatore di Petrol Mafie suicida a Pizzo, la Procura di Vibo apre un’inchiesta

Disposta l’autopsia sul cadavere del luogotenente della Guardia di Finanza che ieri doveva comparire in Tribunale per il controesame dei difensori degli imputati

Investigatore di Petrol Mafie suicida a Pizzo, la Procura di Vibo apre un’inchiesta

La Procura di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta per fare completa luce sul suicidio del luogotenente della Guardia di finanza, Antonio Cerra, originario di Soveria Mannelli, ma in servizio a Lamezia Terme, trovato ieri morto in una casa di Pizzo Calabro di proprietà dei suoceri. La Procura ha quindi disposto l’autopsia sul cadavere del finanziere, che nella giornata di ieri doveva comparire a Vibo Valentia dinanzi al Tribunale collegiale per il controesame delle difese degli imputati del processo nato dall’operazione Petrol Mafie. Un’inchiesta che il luogotenente della Finanza aveva seguito personalmente per quanto attiene un filone d’indagine sul contesto associativo che chiama in causa gli affari dei clan vibonesi (e non solo) con gli idrocarburi. Ai carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia ed al pm Maria Cecila Rebecchi spetterà ricostruire le ultime ore di vita del finanziere che, invece di portarsi per le ore 9,30 in Tribunale a Vibo, si è recato nella casa estiva di famiglia per togliersi la vita. Gli inquirenti vogliono dissipare ogni dubbio sulle cause che hanno spinto il finanziere a farla finita. Sabato scorso, proprio dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, aveva reso la sua ultima testimonianza rispondendo in aula alle domande dell’accusa, rappresentata dal pm della Dda di Catanzaro, Andrea Mancuso, in ordine all’attività di indagine svolta.

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