Giovane caduta dal balcone a Parghelia, la madre: «Vogliamo la verità»

I familiari di Annamaria Sorrentino avanzano dubbi sulla vicenda: «Amava la vita, non si sarebbe mai suicidata». Presentato un esposto in Procura per violenze domestiche

I familiari di Annamaria Sorrentino avanzano dubbi sulla vicenda: «Amava la vita, non si sarebbe mai suicidata». Presentato un esposto in Procura per violenze domestiche

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«Voglio solo giustizia perché mia figlia non si sarebbe mai suicidata». È categorica la madre di Annamaria Sorrentino, la 29enne sordomuta campana precipitata lo scorso 16 agosto da un balcone di una casa vacanza di Parghelia e morta tre giorni dopo all’ospedale Pugliese di Catanzaro, dove era ricoverata per le gravi ferite riportate nell’impatto. Intervistata da La vita in diretta, la donna ha descritto la figlia avanzando molti dubbi sull’accaduto: «Lei amava la vita, era una ragazza piena di vita e di ambizioni. Voglio solo scoprire la verità, voglio che non si abbandoni questo caso e che giustizia sia fatta». Sul caso indaga la Squadra Mobile di Vibo Valentia. Sono molti infatti i punti oscuri da chiarire, anche alla luce del violento litigio avuto con il marito la notte prima della tragedia e che aveva spinto un vicino di casa ad allertare le forze dell’ordine, intervenute a placare gli animi.

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Al momento non risultano iscritti nel registro degli indagati, ma nelle prime ore successive all’accaduto il compagno della giovane era stato interrogato a lungo dagli inquirenti. I familiari hanno anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia in cui hanno evidenziato violenze domestiche attribuibili proprio all’uomo che, secondo quanto riportato dal fratello di Annamaria, non avrebbe partecipato neppure ai funerali della giovane moglie. Ad aggiungere particolari alla vicenda, la sorella della vittima, Luisa: «Annamaria mi chiamò verso l’una meno dieci, mi mandò prima un messaggio con scritto “Luisa… ” e disse dopo ti chiamo, e invece mi chiamò subito: mi disse che stavano litigando, che il giorno prima erano venuti i carabinieri e io le dissi di mandarmi la posizione così sarei andata a prenderla. Lei rispose che non l’avrebbe mandata perché il marito si sarebbe arrabbiato, ma era molto impaurita da questa cosa». Una vicenda in chiaroscuro che al momento ha poche certezze: una giovane vita spezzata e il dolore infinito dei familiari.

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