Agguato mortale nelle Preserre, lunedì l’autopsia su Rosario Mazza

Da un primo esame esterno del cadavere, il giovane è stato ucciso con un solo colpo alla schiena

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Da un primo esame esterno del cadavere, il giovane è stato ucciso con un solo colpo alla schiena

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Sarà eseguita lunedì mattina dal medico legale, Katiuscia Bisogni, l’autopsia sul corpo di Rosario Mazza, 23 anni, ucciso giovedì sera ad Acquaro in via Stramandinoli. Da un primo esame esterno del cadavere, il giovane è stato freddato da un solo colpo alla schiena dopo aver lasciato la guida della sua auto per mettersi al riparo dai colpi d’arma da fuoco. Non ha però avuto scampo, a differenza del fratello Simone, di 18 anni, che è stato ferito gravemente ad una gamba, al fegato ed al diaframma. E’ stato operato giovedì sera dall’equipe chirurgica diretta dal dottore Franco Zappia. Il ragazzo si trova tuttora in prognosi riservata, ma è vigile e non in pericolo di vita. La salma di Rosario Mazza si trova invece al piano terra dell’obitorio dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia.

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Agguato ai fratelli Mazza ad Acquaro, c’è un fermato (NOME)

Le indagini e il “movente”. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori (i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno unitamente ai militari dell’Arma del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia ed a quelli della Stazione di Arena), coordinati dal pm della Procura di Vibo Valentia, Claudia Colucci, alla base del delitto vi sarebbero una serie di screzi e vessazioni di cui Alessandro Ciancio, 23 anni, residente a Piani, frazione di Acquaro, si sentiva vittima da tempo da parte dei fratelli Rosario e Simone Mazza. Ciancio, dopo un’ultima lite, avvenuta giovedì sera, sarebbe quindi stato “sfidato” dai fratelli Mazza. Da qui la decisione del giovane di recarsi a casa per munirsi di una pistola calibro 6,35 per ritornare poi in via Stramandinoli e bloccare l’auto sulla quale si trovavano a bordo i fratelli Mazza. Invitati a scendere dall’auto, contro i due ragazzi sono stati così scaricati i colpi d’arma da fuoco, uno dei quali è stato fatale per Rosario Mazza.

Dopo il fatto di sangue, sulle tracce di Alessandro Ciancio si sono subito portati i carabinieri già nelle ore successive alla sparatoria subito dopo aver ascoltato a sommarie informazioni alcune persone. Il giovane, tuttavia, nella giornata di ieri attraverso il proprio legale Bruno Ganino ha chiamato i carabinieri di Serra San Bruno informandoli che si trovava a casa ad attendere i militari dell’Arma.