I Vigili del fuoco vibonesi tra la neve e le macerie del Centro Italia

Dal Comando provinciale di Vibo Valentia partito un mezzo fuoristrada in soccorso delle popolazioni abruzzesi. Ma una sezione operativa del presidio vibonese è da tempo impiegata nel cratere del sisma nel quadro del dispositivo coordinato dal Comando regionale della Calabria

Dal Comando provinciale di Vibo Valentia partito un mezzo fuoristrada in soccorso delle popolazioni abruzzesi. Ma una sezione operativa del presidio vibonese è da tempo impiegata nel cratere del sisma nel quadro del dispositivo coordinato dal Comando regionale della Calabria

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Un mezzo fuoristrada ed il relativo autista del Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Vibo Valentia è partito ieri, 20 gennaio, unitamente ad altri 3 mezzi fuori strada e ad un gatto delle nevi degli altri Comandi della regione, a soccorso della popolazione abruzzese colpita dall’emergenza neve.

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Gli uomini ed i mezzi partiti ieri si aggiungono al personale che già sta operando senza soluzione di continuità nelle zone colpite dal terremoto del 24 agosto 2016.

Dal Comando provinciale di Vibo sono infatti partiti in questi mesi numerosi uomini e diversi mezzi che si sono alternati nei comuni che rientrano nel cratere del sisma, in particolare nelle province di Ascoli Piceno e Macerata. Qui i vigili vibonesi, inquadrati nella colonna mobile partita dalla Calabria, hanno svolto prevalentemente mansioni di messa in sicurezza degli edifici pericolanti e azioni di supporto alla logistica e alla viabilità nelle aree maggiormente interessate dalle scosse di terremoto.

Nell’ambito della spedizione predisposta dal Comando regionale della Calabria, in base ad una rotazione settimanale, parte dai cinque Comandi provinciali una sezione operativa composta, nel caso di Vibo Valentia, da 9 operatori e tre mezzi, più un funzionario e un autista.

A questi si aggiungono i due operatori della piattaforma area in dotazione al comando vibonese, stabilmente impiegati nelle aree del sisma così come i due ulteriori operatori addetti all’unità Ucl (furgone dotato di avanzati sistemi di comunicazione), i quattro operatori Saf (Nucleo speleo-alpino-fluviale) e quattro “puntellatori” che hanno il compito di mettere in sicurezza edifici pericolanti, come successo ad esempio, con la facciata del Duomo di Norcia.